VERONA Non sono mancate le reazioni dopo le parole del vicensindaco di Verona sud. Stafano Casali aveva spiegato come esista un disegno organico per cambiare radicalmente volto alla parte meridionale della città. E su quelle dichiarazioni si è scatenata l'opposizione, ma anche Italia Nostra. VERONA Reazioni a valanga dopo le parole di Stefano Casali sul futuro di Verona sud. Il vicesindaco aveva spiegato, in un'intervista al nostro giornale, come esista un disegno organico per cambiare radicalmente volto alla parte meridionale della città: dal nuovo casello autostradale col futuro parcheggio della Genovesa, fino ai nuovi insediamenti al posto di industrie in disuso (ex Adige e altre), col riuso dell'ex Mercato Ortofrutticolo, e degli ex Magazzini Generali (e in futuro dell'ex Manifattura Tabacchi) fino all'area sterminata dell'ex scalo merci, il tutto collegato dal nuovo filobus. Proprio sull'esistenza di questo progetto organico («Noi non facciamo programmazione schizofrenica» aveva detto Casali) ecco scatenarsi l'opposizione. Il presidente di Italia Nostra, Giorgio Massignan, ironizza: «Quando leggo l'ottimismo del vicesindaco Casali che parla di 'tasselli di un grande progetto' e promette che Verona sud sarà la business-city - dice - spero di essermi sbagliato e che un futuro roseo attenda quelle zone. Poi però leggo i dati, i numeri, e precipito nel più nero pessimismo. Alle ex Officine Adige - elenca - verranno costruiti appartamenti, uffici, spazi commerciali e un albergo; all'ex Mercato Ortofrutticolo sarà realizzato un nuovo polo commerciale di 8.500 metri quadri; all'ex Manifattura Tabacchi, sede di un Polo turistico e congressuale, sorgeranno uffici, negozi e un albergo per 79.500 metri quadri; alle ex Cartiere una city con 300.000 metri cubi di nuova cementificazione; all'ex scalo merci si sta vanificando l'opportunità di realizzare un grande parco urbano e sono invece previsti il passaggio di una superstrada, centri direzionali e un parcheggio fieristico; all'ex area Biasi l'Ikea utilizzerà meno della metà della superficie, mentre accanto ad essa, sorgerà un Parco commerciale altrettanto grande; il progetto Palazzina, infine, prevede la costruzione di 53.000 metri quadri di edifici. In totale - conclude il leader di Italia Nostra - oltre quattro milioni di metri cubi di costruito, di cui un milione di residenziale e oltre tre milioni tra direzionale, commerciale e alberghiero». Anche il consigliere regionale Stefano Valdegamberi (Futuro Popolare) spara sul vicesindaco, sostenendo che «il nuovo economista Stefano Casali invece di affermare che nascerà una business-city, dovrebbe tenere conto che chi amministra la cosa pubblica ha il dovere di sostenere davvero lo sviluppo economico e l'occupazione». Secondo Valdegamberi, al contrario, «si stanno solo trasferendo risorse da un posto all'altro e c'è il serio rischio che si crei pregiudizio ad attività già esistenti. È evidente, infatti, che l'apertura di nuovi supermercati non può non avere effetti negativi per le attività commerciali esistenti. E se davvero arrivasse Ikea si creerebbero seri problemi alle nostre imprese artigianali». Per il Pd, Michele Bertucco, Fabio Segattini e Federico Righetti hanno intanto presentato un convegno (domani sera alle 20.45 nella sala di via Po) proprio sul futuro dello scalo merci, con l'intervento di Giorgio Massignan e di Massimo Valsecchi (Ulss 20). E il capogruppo democratico ha spiegato che «non esiste alcun disegno urbanistico per Verona sud ma solo un'accozzaglia d'interventi che metterà in difficoltà i quartieri, con 8 nuovi insediamenti commerciali». Quanto all'ex scalo merci, il Pd ricorda che «il sindaco avrebbe dovuto attivarsi con le Ferrovie per realizzare il nuovo parco, ma si è finora preoccupato solo di creare un parcheggio da migliaia di auto per la Fiera, che sarà tra l'altro difficilissimo da raggiungere per chi arriva da Verona sud, se non attraversando via Roveggia o la zona della Cancellata, con ovvi disagi per chi abita nella zona».
Business city a Verona Sud. Solo una colata di cemento
Il vicesindaco di Verona, Stefano Casali, ha spiegato che esiste un disegno organico per cambiare radicalmente il volto della parte meridionale della città. Il progetto prevede la costruzione di nuovi insediamenti, il riuso di aree in disuso e la realizzazione di un nuovo casello autostradale. Tuttavia, le dichiarazioni di Casali hanno scatenato l'opposizione, con l'associazione Italia Nostra che ha criticato il progetto per le sue dimensioni e le sue conseguenze negative per le attività commerciali esistenti. Il presidente di Italia Nostra, Giorgio Massignan, ha ironizzato sulle promesse di Casali, sostenendo che il progetto potrebbe avere effetti negativi per le zone.
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