Il paesaggio tra rischio e riqualificazione. Chiavi di lettura (Napoli, Liguori editore, 2013), a cura di Elvira Petroncelli, da una parte racconta la storia del concetto formatosi nel pensiero contemporaneo attraverso l'intreccio di molteplici saperi e, dall'altro, ci presenta alcuni tipi di paesaggi della Campania nella loro concretezza. Il volume raccoglie i saggi di docenti di diversa discipline, ognuno dei quali testimonia aspetti diversi dei luoghi nei quali viviamo e che creiamo con le nostre azioni. Il paesaggio è infatti una costruzione culturale nella quale gli abitanti si riconoscono perché rappresenta lo specchio della società che lo ha prodotto. Per tale motivo colpiscono i saggi che ci parlano di paesaggi a rischio di abbandono o degradati a causa delle sconsiderate azioni umane. Al paesaggio sono attribuiti numerosi significati; è quadro di vita e, nello stesso tempo, patrimonio, risorsa, simbolo di identità, insieme semiologico. Soprattutto il successo di cui oggi gode il paesaggio è legato ai problemi del suo degrado ed è quindi utilizzato anche come strumento di tutela e valorizzazione territoriale, specie dopo la firma (Firenze, 2000) della Convenzione europea per il paesaggio (Cep) che si applica «a tutto il territorio e riguarda gli spazi naturali, rurali, urbani e periurbani... concerne sia i paesaggi che possono essere considerati eccezionali, sia i paesaggi della vita quotidiana, sia i paesaggi degradati». Il coinvolgimento di tutti nella formazione e tutela dei paesaggi ha spinto verie università europee a costituire nel 2008 l'Associazione Uniscape (European Network of Universities for the Implementation of the European Landscap Convention) di cui l'Ateneo Federico II di Napoli è socio fondatore. L'Associazione si propone di favorire, attraverso incontri, progetti didattici e ricerche, la conoscenza dei significati del paesaggio che, in ultima analisi, si rivela sia un utile strumento di tutela e di riqualificazione, sia un indicatore della qualità dell'ambiente e della vita. Non a caso, l'impegno prioritario richiesto dalla Convenzione ai Paesi firmatari è di riconoscere giuridicamente il paesaggio in quanto componente essenziale del contesto di vita delle popolazioni, espressione delle diversità del loro comune patrimonio culturale e naturale e fondamento della loro identità. Si fa riferimento anche alla necessità di pianificare il paesaggio, il cui progetto deve essere in sintonia con i principi dello sviluppo sostenibile, mirare cioè alla salvaguardia dell'ambiente, all'efficienza economica attraverso l'uso oculato delle risorse, all'equità sociale. I saggi, sia quelli teorici che quelli di denuncia del degrado dei paesaggi campani, trovano la loro sintesi virtuale nel Manifesto per il paesaggio, nel quale si puntualizzano le riflessioni sul concetto di paesaggio e sulla sua interpretazione