Tolleranza zero contro gli abusi edilizi vecchi e nuovi in aree alluvionali. Nel Lazio Zingaretti torni ai divieti per le aree fluviali previsti da Marrazzo e cancellati dall'orrendo piano casa della Giunta Polverini. Ma di fronte a frane, straripamenti, alluvioni (ora tocca al Veneto), cosa dice il governo? Non molto. Si vola alto parlando di Job's Act, o si vola basso come il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, il quale (cito un'agenzia) afferma: i soldi "che ci sono, non si spendono o si spendono male, e le opere programmate rimangono sulla carta". Belle consolazioni per le zone colpite. Non scriverò nulla di generico sui "politici" (non sono uno specialista dell'anti-casta), ma dirò qualcosa con nomi e cognomi. E con qualche dato certo, senza trasmettere le emozioni che ogni Tg ormai si sente in dovere di diffondere. L'altra sera ho sentito raccogliere - senza alcuna convalida alla fonte, cioè all'Autorità di Bacino del Tevere, via Bachelet 12, telefono 06-492491 - la versione di un cittadino secondo il quale la zona nord era sott'acqua perché non era stata aperta la diga a monte "per non allagare il centro di Roma" (eventualità improbabile). Chiedo e mi chiedo: è stato sentito un esponente dell'Autorità di Bacino? O un vero esperto di idraulica tiberina (molto complessa)? Non mi pare. Hanno intervistato qualche politico. Genericamente. Tu chiamale se vuoi emozioni. E' così che si fa informazione su problemi immani? Da uno studio della Banca d'Italia esposto ai Lincei: dal 1950 al 2011, oltre 4.000 "fenomeni idrogeologici" e ben 5.459 vittime, 88 morti l'anno. Consumo di suolo (Istat conferma) e impermeabilizzazione: oltre il 7 di media in Italia, più del 50 nelle aree metropolitane. Danni economici diretti causati dalla mancata difesa del suolo, 2,7 miliardi di euro l'anno. Conteggiando quelli indiretti, 5 miliardi l'anno. Da una memoria del Wwf sul piano 2008-2011 del governo Berlusconi: tagliate del 52 in finanziaria le risorse pubbliche per l'ambiente, da 1.300 a 678 milioni, mentre salgono a 2 miliardi e 336 milioni quelle per le "grandi opere" (autostrade, Alta Velocità, ecc.). Senza tener conto che, ad esempio, la trasformazione in autostrada a pedaggio della E45 Orte-Chioggia e della E78 Grosseto-Fano accrescerà consumo di suolo e impermeabilizzazione, sbancando e traforando allegramente altre colline, invadendo altri alvei fluviali appenninici, in tre delle regioni più franose (Umbria-Marche-Toscana) e delle più sismiche, specie le prime due. Nel contempo le linee ferroviarie interne vengono di continuo impoverite, come denuncia con forza il solo (temo) presidente della Toscana, Enrico Rossi, polemizzando quasi ogni giorno con l'ad di Ferrovie dello Stato (?), Mauro Moretti. La Fano-Grosseto, perfidia della storia, creerebbe problemi alla villa di Plinio a San Giustino (Arezzo) "curator" del Tevere e delle sue rive. Sapienza dei Romani e insipienza nostra. Nelle cronache delle alluvioni si raccoglie "l'ira dei cittadini" colpiti e però poco si dice - umanamente lo capisco, giornalisticamente no - sul fatto che quei quartieri , sono, a Olbia o a Ischia, al 90 o 100 nati abusivi, cioè senza fogne e in aree alluvionali dove non si dovrebbe costruire nulla. Ma la colpa è sempre di "altri", dei Comuni, meglio ancora "dei politici". Ricordo che, quando l'Autorità di Bacino del Tevere, adottò il suo primo piano di assetto, i Comuni a nord di Roma protestarono perché veniva loro impedito di costruire ancora in zona alluvionale. La legge n. 183 del 1989, una buona legge, prendeva a modello la Thames Autohrity londinese la quale, per gestire il bacino del Tamigi, aveva riunito in sé i poteri di migliaia di enti territoriali. Quest'ultima è felicemente operativa. Da noi, enti locali e regionali hanno fatto di tutto per devitalizzare la legge n. 183, riuscendoci. Però il ministro Lupi non dica che non ci sono buoni progetti cantierabili fra i tanti prodotti dalle Autorità (ora Distretti) di Bacino. Li metta in cima alla lista, subito. Poi ci sono i divieti da far rispettare. L'assessore capitolino alla Trasformazione urbana, Giovanni Caudo - leggo sul sito agguerrito di Carteinregola - garantisce: non darà permessi di costruzione in aree sondabili e, d'intesa col Consorzio di Bonifica e con l'Autorità del Tevere, non concederà "condoni nelle aree a rischio" (Ostia, Acilia, Infernetto, Axa). L'orrendo Piano Casa della Giunta Polverini ha cancellato i divieti della Giunta Marrazzo limitandoli al solo demanio marittimo. Bisogna che la Giunta Zingaretti torni a presevare le aree fluviali. In tutta Italia dobbiamo avere il coraggio di una tolleranza zero sulle costruzioni abusive. Vecchie e nuove. Spesso sono la causa prima di danni collettivi enormi, di morti a decine. Non si può più andare avanti così. Come non si possono trasmettere solo emozioni né ammannirci le solite polemiche stantie sul governo Letta che va, non va, si rimpasta, no deve aspettare per rimpastarsi. Le alluvioni non aspettano. Devastano e uccidono.