Tutti pronti a sottoscrivere un appello per Volterra. Perchè quella ferita causata dal crollo di una porzione delle mura medievali ha lasciato il segno. Delusione, rabbia, sconforto: questi i sentimenti che accomunano quegli artisti che negli anni hanno avuto modo di conoscere quella gente, apprezzare la bellezza del territorio, camminare in quel dedalo di vicoli e respirare la loro aria austera e romantica. «Quelle mura hanno resistito alle cannonate del Magnifico ricorda Dario Fo che voleva conquistare la città, e oggi crollano per l'incuria dell'uomo». E poi l'appello: «Bisogna intervenire subito. Ma chi ci governa decide di dare i soldi alle banche, che purtroppo non crollano, e poi non ci sono i denari per gli interventi civili». Fo, che dice di sentirsi provato da «questo dramma» perchè coinvolge anche delle persone rimaste senza casa, dopo aver appreso del cedimento «ho chiamato immediatamente il mio amico Salvatore Settis per chiedergli una mano. Siamo tutti volterrani!». Chi porta nel cuore Volterra è Giorgio Albertazzi: il maestro, che da un mese ne è anche cittadino onorario, racconta di un feeling particolare che lo lega al borgo. Tanto che, nell'agosto dello scorso anno, ha voluto festeggiare i suoi 90 anni al Teatro Romano. «Quello che è accaduto è un disastro immane ragiona Albertazzi Amo Volterra, mi ci sento a casa. E vorrei che chi di dovere attivasse subito tutte le procedure per mettere in sicurezza l'area». «Sì, lo scriva: sono arrabbiato!», ripete più volte Leo Gullotta, un altro «amico di Volterra». La sua dichiarazione è un crescendo di sdegno: «Cari ministri, cari assessori, cari signori che vi occupate del nostro patrimonio insiste l'attore cos'altro deve succedere per intervenire? Stiamo assistendo a un disfacimento totale, ma sembra che la cosa non vi appartenga». Gullotta, poi, si rivolge direttamente al ministro Bray: «Signor Ministro risvegliate la vostra coscienza sociale». E infine scandisce ripetutamente una frase: «Rispetto per la nostra memoria!». Anche Philippe Daverio non va tanto per il sottile e parla di un piano Marshall per l'Italia che cade a pezzi: «Per uscire da questa situazione ci può aiutare solo l'Europa, spero lo capiscano presto». E poi si lascia andare a una battuta amara: «Ogni anno laureiamo inutilmente 5.000 studenti in conservazione dei beni. Forse dovremmo invece laurerare 5000 muratori o geometri in conservazione dei beni culturali. Salviamo Volterra!». L'attrice, e figlia d'arte, Paola Gassman ha un legame particolare con la città, dove si esibisce spesso: «Stiamo perdendo il nostro patrimonio dice Le istituzioni hanno il dovere di occuparsi della nostra memoria culturale. Pensare al crollo delle mura medievali mi fa star male, lei non immagina quante volte ho passeggiato proprio lì con mio marito Ugo Pagliai prima dello spettacolo. Mi rilassava...». Pronto a sottoscrivere un appello anche Giovanni Puglisi, presidente dell'Unesco, che chiede «più manutenzione» visto che il borgo è candidato a diventare patrimonio mondiale. E per «salvare Volterra», Simone Domenico Migliorini, padre del Festival Internazionale del Teatro Romano, lancia una proposta: «Organizzeremo una due giorni che vorremmo chiamare "Artisti per la città del Vento e di Macigno". Coraggio amici, maestri, colleghi, vi aspetto al teatro Persio Flacco, diamo un segnale forte, deciso, perchè solo attraverso l'educazione al bello, all'arte, alla poesia, si possono evitare queste catastrofi».
Siamo tutti volterrani. Un appello e un'idea, e Dario Fo chiama Settis
Un gruppo di artisti e personaggi del mondo dello spettacolo hanno espresso delusione e rabbia per il crollo delle mura medievali di Volterra. Molti di loro hanno sottoscritto un appello per intervenire subito per salvare la città. Tra loro, Dario Fo, Giorgio Albertazzi, Leo Gullotta, Philippe Daverio, Paola Gassman, Giovanni Puglisi e Simone Domenico Migliorini. L'attrice Paola Gassman ha espresso la sua preoccupazione per la perdita del patrimonio culturale della città. Giovanni Puglisi, presidente dell'Unesco, ha richiesto più manutenzione per il borgo, che è candidato a diventare patrimonio mondiale.
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