Ordinanza e ricorsi, Costa attacca il Comune. Il sindaco: il Porto con Vtp vuol farle tornare VENEZIA Ha aspettato la delibera, poi ha tuonato. «Il ricorso del Comune riporterà le grandi navi davanti a San Marco», dice il presidente del Porto Paolo Costa. «Hanno cominciato loro a fare i ricorsi e a voler portare le crociere a San Marco», risponde a distanza il sindaco Giorgio Orsoni. Sembra quasi un dialogo tra sordi, ma ormai da quattro anni da quando l'avvocato siede sulla poltrona di Ca' Farsetti Orsoni e Costa non risparmiano colpi. Uno sindaco, l'altro presidente dell'Autorità portuale, dieci anni fa insieme nella giunta guidata proprio dall'ex rettore di Ca' Foscari. «Il ricorso che il Comune intende presentare contro l'ordinanza e il decreto della Capitaneria di Porto è un ricorso contro il governo, spetta solo al presidente del Consiglio Letta, ai ministri competenti Lupi e Orlano, e al presidente della Regione Zaia, valutare l'atteggiamento da prendere, noi segnaliamo solo il paradosso», scrive Costa in una nota. Venerdì la giunta ha approvato la delibera che dà mandato all'Avvocatura di preparare i due atti contro l'ordinanza della Capitaneria di Porto che impone i divieti di accesso alle navi e indica lo scavo del canale Contorta-Sant'Angelo come alternativa al passaggio delle crociere davanti a San Marco. I limiti sono quelli della riduzioni di ingressi del 12,5 per cento (101 passaggi in Bacino) nel 2014, e il divieto di transito nel 2015 delle crociere superiori alle 96 mila tonnellate. A questi va aggiunto il trasferimento dei traghetti al nuovo terminal di Fusina (pronto ad aprile) che porta ad un taglio delle navi, già da quest'anno, del 44 per cento. Troppo soft per Ca' Farsetti, troppo pesante (il semaforo rosso del 2015) per la Venezia terminal passeggeri che ha deciso di ricorrere contro l'ordinanza «immotivata» che rischia di portare a una perdita di 260 milioni e al taglio di 2500 posti di lavoro. «Se non sbaglio la Vtp è una società partecipata dal Porto, dubito che abbiamo deciso di prendere una simile decisione senza l'avvallo di Costa dice il sindaco . Allora forse non è il Comune ma qualcun'altro a volere le navi a San Marco. Adesso sarà il governo a rispondere». E non sarà facile, perché sul provvedimento della Capitaneria concordato con il ministero alle Infrastrutture e Trasporti ci sono quattro ricorsi: due del Comune, uno di Vtp e uno del Comitato Cruise Venice contrapposti a quelli di Ca' Farsetti. «Se fossero accolti i ricorsi promossi dal sindaco salterebbero gli accordi presi a palazzo Chigi e costringerebbe all'alternativa drammatica: uccidere la crocieristica veneziana, e con essa il porto e il nuovo sviluppo di Marghera e del Veneto dice Paolo Costa o far tornare le grandi navi a San Marco per almeno altri sette anni, quelli necessari per l'approvazione di un nuovo piano regolatore portuale». Per questo il presidente, spalleggiato dal governatore Zaia, sta insistendo da tempo per l'inserimento dello scavo del canale Contorta-Sant'Angelo in Legge obiettivo. Un procedimento che Orsoni ha fin da subito contestato perché non riconosce il Contorta come soluzione unica al passaggio davanti a San Marco. «E' stata fatta una forzatura illegittima, la Capitaneria non ha né le competenze né il personale per progettare o per valutare le pianificazioni o le progettazione dei canali scrive il professore dello Iuav, l'ambientalista Stefano Boato . Un nuovo canale portuale contrasta giuridicamente con le leggi speciali, il Palav e il Piano di recupero morfologico, non è previsto dal Piano portuale e il Piano regolare vigente è in contrasto con il Piano del territorio adottato nel 2013». Intanto le prime ripercussioni sulla crocieristica ci sono già: la Preziosa nel 2015 andrà a Genova anziché a Venezia, e le compagnie stanno già pensando di abbandonare l'Adriatico.