NAPOLI «La scelta di Osanna? Mi sembra ottima: è un archeologo scientificamente preparato e stimato anche a livello internazionale». Tomaso Montanari non ha dubbi: il ministero non ha compiuto un passo falso ponendo Massimo Osanna al timone della supersovrintendenza di Pompei. Eppure sono più di ottanta i funzionari del Mibact a protestare per la decisione del ministro Bray. E critiche sono arrivate anche dagli ambienti sindacali. Montanari difende apertamente l'operato di Bray, con il quale peraltro ha collaborato fino allo scorso ottobre nella commissione per la riforma del Ministero dei beni culturali. «Ma ora ne sono fuori», spiega, «e il mio giudizio è libero: ci voleva una figura di archeologo forte e riconosciuta e Osanna ha questo profilo». Del resto Montanari, storico dell'arte alla Federico II ma anche pasionario della tutela dei beni culturali, non teme certo di opporsi a scelte dirigenziali ritenute inopportune: è partita da lui la battaglia che ha condotto all'arresto del direttore dell'oltraggiata biblioteca dei Girolamini. Professore, ma se il nome per Pompei è quello giusto, perché tanto chiasso? «In Italia viene vista male l'osmosi tra università e sovrintendenze, eppure i sovrintendenti funzionano solo se hanno una caratura da studiosi. Per additare esempi napoletani: lo storico dell'arte Pierluigi Leone de Castris, prima di approdare in cattedra, è stato un sovrintendente. I due settori dovrebbero comunicare abitualmente, invece è uno dei tanti esempi di paese sclerotizzato e fermo, nonché di atteggiamento miope nel settore della cultura». Come si è arrivati alla decisione di oggi? «A Pompei ormai si era a un punto di dover rinnovare tutto e di creare una nuova governance, i cui compiti si incrociano anche con la politica e con l'amministrazione perché riguardano trasporti e contesto urbanistico. Dunque, io la vedo così: Giovanni Nistri, l'ex generale dei carabinieri, è il direttore che sarà garante dalle infiltrazioni della camorra, dal momento che ci sono cento milioni dell'Unione europea sul tavolo. Fabrizio Magani, direttore regionale del ministero, già responsabile del progetto L'Aquila, gestirà gli appalti dal momento che lo ha già fatto in Abruzzo. A questo punto è chiaro che mancava un superarcheologo. Ed ecco Osanna. In tre mi auguro che funzioneranno benissimo, perché complementari. E tra l'altro, se vogliamo proprio puntualizzare, la nomina non l'ha fatta Bray, ma il il direttore del comparto archeologia, Luigi Malnati». Dunque nessuna critica al ministero? «Beh, una critica c'è: è scandaloso che la nomina sia arrivata così tardi. Si poteva fare già a settembre o al massimo a ottobre. Comunque, ora finalmente c'è e inviterei chi vuole criticare a farlo dopo le prime mosse di questi nuovi tre manager: hanno pochissimo tempo e devono fare bene e presto. Staremo a vedere».