QUARANTASEI persone denunciate, 40 immobili più cantieri e opere varie - muri, terrazzamenti, sbancamenti - senza una regolare concessione edilizia né nullaosta degli enti preposti, 33 sequestri. In due hanno persino costruito dentro la riserva naturale e le indagini sono ancora in corso. L'ultimo grido della città soffocata dall'abusivismo si leva dalla collina che sovrasta Cruillas e l'ospedale Cervello e che racchiude la riserva della Molara. Una grande conca che si affaccia fin su viale Michelangelo e che si estende fino alla discarica di Bellolampo, con intere lottizzazioni abusive che hanno cambiato radicalmente la morfologia dei luoghi. Edifici ben protetti da cancelli e cartelli minacciosi: «Attenzione, non avvicinarsi, cani da guardia addestrati». Ma gli agenti del Corpo forestale del distaccamento Palermo Falde, guidati dal commissario Lia Pirrello, si sono arrampicati fin lassù. Nel mirino, il cuore pulsante dell'abusivismo della collina che sovrasta Palermo: il grande altopiano Inserra. SULL'ALTOPIANO Inserra ci sono ville costruite in posti impossibili, strade chiuse e indebitamente privatizzate per tenere lontani i curiosi, impianti di videosorveglianza e filo spinato. Il vincolo idrogeologico, per molte costruzioni, non è stato preso minimamente in considerazione e neppure i disastri che si abbattono su tutto il territorio nazionale, non ultimi i danni della pioggia in Liguria, pochi giorni addietro,e l'alluvione in Sardegna due mesi fa sono riusciti ad agire da deterrente. Anche se è ormai acclarato che la causa di smottamenti ed esondazioni sta nella sciagurata corsa all'edificazione senza criterio, con barriere di cemento sul naturale corso delle acque, assenza di piani urbanistici e una speculazione edilizia inarrestabile. La giurisdizione del distaccamento di Palermo Falde del Corpo forestale comprende la metà occidentale di Palermo, tagliata in due sull'asse del Cassaro, da porta Felice alla rocca di Monreale, e poi Capaci, Isola, Torretta, una parte di Monreale e ci sarebbe anche Ustica ma, osserva Pirrello: «Siamo impossibilitati ad andarci per motivi economici, colpa della spending review». Dice ancora Pirrello: «Noi abbiamo cercato oltre alla repressione e alla prevenzione anche la rieducazione del territorio. Ma in questo territorio l'equilibrio è stato sovvertito. Inoltre, basta che ci sia in giro aria di condono o sanatorie e il fenomeno riparte». E la settimana scorsa il Senato ha approvato un ddl del senatore di Forza Italia Ciro Falanga proprio sull'abusivismo, facendo gridare al "Condono italicum" Sel, M5S e Lega. Ma sull'altopiano Inserra l'abusivismo ha risvolti anche grotteschi. Come nel caso che riguarda S. P., condannato a 8 mesi di reclusione e 400 euro di multa - pena sospesa - per aver costruito abusivamente in un'area sottoposta a vincolo sismico, idrogeologico e paesaggistico, nonché per aver violato i sigilli apposti dagli organi di polizia giudiziaria. Una vicenda che va avanti da cinque anni e può essere considerata l'emblema dell'altopiano Inserra. Resistente alla giustizia. Perché dopo la condanna in primo grado per S. P. è arrivata anche la condanna in Corte di Appello, il 24 ottobre 2013. L'uomo ha coinvolto a loro insaputa il fratello e la suocera pur di portare a termine le sue costruzioni abusive con una cementificazione pari al 35 per cento del lotto e con la sostanziale modifica dell'orografia dei luoghi. I magistrati, malgrado scambi di persona e intestazioni fittizie della proprietà ad hoc, hanno stabilito che l'unico soggetto che realmente si è occupato del terreno e delle relative costruzioni abusive è stato proprio S. P., come recita la sentenza: «Dovendosi escludere la suocera-proprietaria per evidenti ragioni di età (oltre 90 anni) e di salute (l'anziana donna con serie difficoltà visive e motorie non risultava in grado neppure di apporre una firma su un foglio); il fratello seriamente malato con deficit psichici gravemente invalidanti (sindrome schizofrenica cronica con disturbo del comportamento e delle relazioni sociali) e riconosciuto invalido civile. Entrambi residenti a Catania da lungo tempo». Ma c'è anche chi accetta le sanzioni. S. F., condannato con sentenza n. 70607 del 19 febbraio 2007 - sempre sull'altopiano Inserra a due passi da S. P. - scovato e denunciato dalla forestale alla fine ha messo mano al portafoglio e ha demolito le opere ripristinando i luoghi così com'erano in precedenza. Infine, c'è pure chi non riesce ad arrivare a sentenza. È il caso di un uomo classe 1923, nei cui confronti il Tribunale di Palermo - sempre per il reato di costruzione abusiva sull'altopiano Inserra - ha emesso la sentenza di «non doversi procedere ai reati allo stesso ascritti, per essersi gli stessi estinti per morte dell'imputato». Ma la collina che sovrasta la città ormai è devastata. E la cementificazione rischia di non arrestarsi. «Ogni settimana - dicono alla forestale - c'è qualcuno che prova a tirare su un nuovo muro».
Il boom degli abusivi sull'altopiano fatto di villette
In Palermo, 46 persone sono state denunciate per aver costruito senza una regolare concessione edilizia o nullaosta. Tra questi, 33 sequestri e 40 immobili, tra ville e cantieri. Alcuni hanno costruito dentro la riserva naturale della Molara. L'abusivismo è stato denunciato anche sull'altopiano Inserra, dove ci sono ville costruite in posti impossibili e strade chiuse. I magistrati hanno stabilito che l'unico soggetto che si è occupato delle costruzioni abusive è stato S. P., condannato a 8 mesi di reclusione e 400 euro di multa. Altri, come S. F., hanno demolito le opere abusive dopo essere stati denunciati.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo