LA PISTA per ora è un percorso ad ostacoli burocratici. La Soprintendenza chiede ulteriori approfondimenti e la visione del progetto, arrivato nei suoi uffici solo a lavori ormai iniziati. Il Comune invece corre ai ripari bloccando il cantiere e promettendo in tempi rapidi l'invio delle campionature con l'elenco dettagliato di materiali, colori e installazioni. Perché proprio quel rosso chiaro del cordolo potrebbe costituire un problema. Anzi, stonare con il contesto storico-artistico in una zona fortemente vincolata e ricca di palazzi monumentali. L'ultima polemica estetica si consuma nuovamente a Bari, questa volta all'ombra del Castello Svevo. Dopo i gazebo del borgo antico, i murales di Palazzo dell'Economia e le piazze del quartiere murattiano, ora tocca alla pista ciclabile che sta per nascere anche se i lavori sono fermi da ormai 12 giorni lungo corso Vittorio Veneto. Circa due chilometri di itinerario delle due ruote che si snoderà sino alla Fiera del Levante, su viale Emanuele Orlando nei pressi del varco della Vittoria. Una pista nata sotto i peggiori auspici: prima la protesta vibrante dei residenti per la perdita dei posti auto (ma che avverrà solo durante i 4 mesi di cantiere), ora l'interessamento da parte della Soprintendenza in quello che assomiglierebbe all'ennesimo sgarbo istituzionale del Comune: iniziare un'opera, come nel caso dei tanto chiacchierati murales cittadini, e interessare gli uffici ministeriali a giochi ormai fatti. «Ma non è il caso di sollevare polemiche taglia corto il soprintendente, l'architetto Salvatore Buonomo - Abbiamo solo chiesto ai funzionari di esaminare il progetto. Tra noi e il Comune c'è il massimo spirito collaborativo. Siamo veramente sereni e assolutamente favorevoli all'idea che una città possa essere vissuta con zone pedonali e percorsi ciclabili». Il delegato comunale alla Mobilità, Antonio Decaro, è pronto a rivedere il progetto, dato che quello attuale non corrisponderebbe all'originario. In sostanza una delle due corsie della pista doveva essere creata su quella già esistente sul marciapiede e non sulla carreggiata. Ma il caso rischia di accendere nuovamente una polemica tutta politica. Peppino Loiacono, consigliere comunale della Lista Simeone ed ex assessore ai Lavori Pubblici nella giunta di centrodestra, parla di "sciatteria". "Non è possibile appaltare e iniziare un lavoro dice senza pri- ma ottenere in fase di progetto definitivo o esecutivo il parere degli enti preposti come la Soprintendenza. Ciò comporterà adesso una perizia di variante e una suppletiva con il contestuale aumento dei costi rispetto all'appalto iniziale". Sulla pista incombe anche un'altra urgenza, quella di rispettare i tempi di consegna. Secondo il cronoprogramma i lavori dovrebbero terminare il 7 maggio, giusto in tempo per i festeggiamenti di San Nicola e per la prima tappa italiana del Giro d'Italia, attesa a Bari il 13 maggio. Ma con il cantiere fermo la consegna potrebbe slittare creando un certo imbarazzo visto che secondo il percorso la carovana rosa dei ciclisti dovrebbe passare proprio nei pressi del castello Svevo, e nel bel mezzo di una diretta televisiva.
Il pasticcio della pista ciclabile lavori bloccati e progetto da rifare
La pista ciclabile a Bari è stata fermata da ormai 12 giorni a causa di problemi burocratici. La Soprintendenza ha richiesto ulteriori approfondimenti e la visione del progetto, mentre il Comune ha bloccato il cantiere e promesso di inviare le campionature con l'elenco dettagliato di materiali e installazioni. La polemica estetica si consuma nuovamente a Bari, questa volta all'ombra del Castello Svevo. Il progetto della pista ciclabile è stato iniziato senza il parere della Soprintendenza, e ora il Comune deve rivedere il progetto. La pista dovrebbe terminare il 7 maggio, ma con il cantiere fermo la consegna potrebbe slittare.
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