Le consultazioni Il neopresidente Marrazzo: «Clima disteso». Meta (ds): «Siamo alle fasi preliminari» Un mosaico di nomi, di incarichi e un nodo che appare inestricabile: la composizione delle deleghe. Piero Marrazzo fa sapere che il clima tra i partiti è disteso e Michele Meta aggiunge: «Siamo alle fasi preliminari». ma resta l'incognita di come saranno i prossimi assessorati che passano da 12 a 16. Il braccio di ferro più forte è per ora sul tema dell'energia che in questo momento è sinonimo di termovalorizzatori. Per i verdi (che aspirano all'assessorato all'ambiente) deve esistere un organismo unico che si occupi dai parchi alla gestione dei rifiuti. «Non accettiamo ridimensionamenti su questo tema», dice Bonelli. La Margherita invece tende a spezzare la delega ambientalista nella speranza così di portare tra i suoi petali quella sull'energia magari da abbinare con i trasporti. la conseguenza sarebbe quella che automaticamente spunta il nome di Mario Di Carlo. La Margherita sta alzando la posta in gioco chiedendo la delega all'urbanistica per Franco Dalia mantenendo un incarico forte per Mario Di Carlo e ha comunque il problema di sistemare Silvia Costa che ha dalla sua tantissime preferenze. Sedici assessori, un presidente del consiglio e diciotto presidenti di commissione tra permanenti e speciali. Alla fine quasi ogni consigliere di maggioranza avrà un incarico importante. Si comincia, in genere, sempre dalla sanità che sembra ormai ad appannaggio dei Democratici di sinistra che la vorrebbero assegnare ad Augusto Battaglia, membro della commissione parlamentare sanità e affari sociali. Gli altri problemi per Piero Marrazzo sono l'incompatibilità ma anche la garanzia di continuità in giunta degli assessori nominati. Sul primo tema gli eletti sono assolutamente contrari anche per evitare un eccesso di dipendenza dal presidente. Sull'altra questione (di reciproche e legittime aspirazioni) Piero Marrazzo sta facendo i conti con il futuro prossimo. Tra un anno ci sono le elezioni politiche (sempre che non saranno anticipate) e diversi consiglieri sono sul punto di provare a spiccare il volo verso il Parlamento. Il neo presidente della giunta ha chiesto ai partiti di offrire candidati che garantiscano una presenza in giunta per i prossimi cinque anni evitando così tutti i rischi che può comportare un rimpasto nella giunta regionale. In bilico tra Pisana e Parlamento ci sono Angelo Bonelli e Alessio D'Amato, il primo capogruppo dei Verdi e il secondo del Pdci. «Se mi verrà assegnato un incarico in giunta - dice il verde - rinuncerò alle politiche e farò assessore a tempo pieno». «Vedremo cosa accadrà», aggiunge D'Amato che potrebbe rientrare nel sottogoverno regionale magari alla presidenza di una commissione, magari quella alla sanità della quale è stato vice per cinque anni.