PADOVA All'indomani della polemica riaccesa sulla Cappella degli Scrovegni da Dario Fo («farà la fine del Vajont, sepolta dall'acqua») e della nuova relazione presentata al Comune dalla commissione di esperti guidata da Ugo Soragni, direttore generale dei Beni culturali e paesaggistici del Veneto, che indica correttivi al costante monitoraggio per tutelarla dall'umidità, il prezioso scrigno degli affreschi di Giotto torna a mollo. Le abbondanti e incessanti piogge degli ultimi giorni hanno fatto salire il livello dell'onnipresente allagamento presente nella cripta sottostante. Ieri la vasca di contenimento si presentava piena e il livello a terra superava i canonici 20 centimetri. «Le finestrelle a bocca di lupo della cripta non hanno vetri o altro e sono molto più basse del terreno circostante la Cappella spiega il professor Sergio Costa, fisico del Cnr e da anni studioso del problema cosicché per la pioggia è come se ci fosse un imbuto per entrare nella cripta». Si ripropone dunque la preoccupazione per la minaccia al ciclo di Giotto. Il Comune attende indicazioni in merito dal congresso tra esperti convocato per i prossimi 25 e 26 marzo, ma il presidente della commissione Cultura, Giuliano Pisani, rivela: «Per quel simposio non c'è alcun direttore scientifico. Quando chiedo lumi si rimpallano le responsabilità tra amministrazione e Musei civici. Il risultato è stato spaesare i relatori previsti con il rischio di vederli disertare l'appuntamento, e di prendere ancora una volta sottogamba un problema molto serio».