Palazzo Grassi è stato acquistato dal Casinò di Venezia; bene ha fatto l'amministrazione comunale ad assicurarsene, sia pure indirettamente, la proprietà garantendo con ciò la sua attuale destinazione e la prosecuzione della sua attività culturale. Completata la compravendita è stata fatta una parte del cammino, una piccola parte pianeggiante: il cammino in salita comincia ora, nel momento in cui si deve pensare ad organizzare la gestione. La soluzione ideale potrebbe, a mio avviso, consistere nell'affidare la gestione ad una grande fondazione culturale internazionale o, meglio, a un grande museo di reputazione mondiale interessato a essere coinvolto in una istituzione prestigiosa quale Palazzo Grassi che tante grandi mostre ha ospitato in passato e che per di più è ubicato in una città che tutto il mondo osserva e visita. Otterremo così non solo una garanzia di professionalità, ma anche la possibilità di usufruire di quelle manifestazioni artistiche che ogni grande museo organizza abitualmente per la sua sede principale; affidare la gestione ad un privato o ad una Società commerciale, per quanto importante essa sia, non può garantire né la professionalità né la necessaria continuità nel tempo essendo il loro coinvolgimento legato alle fortune della persona o della società stessa. Non dubito che nel mondo esistano numerose istituzioni che potrebbero essere interessate ad essere coinvolte: i consolati dei paesi culturalmente più impegnati o una Banca d'affari internazionale potrebbero essere i veicoli ideali per avviare gli opportuni contatti diretti a sondare interesse e disponibilità. Oltre al successo di questa ricerca dobbiamo anche augurarci due altre cose: che i nostri politici capiscano che una istituzione come Palazzo Grassi deve poter contare su molta professionalità e su un respiro internazionale, e che non vogliano essi stessi gestire o interferire nella gestione. Se si otterrà tutto questo i vantaggi per Venezia saranno importanti e duraturi e un lungo passo sarà stato fatto nella direzione di esaltare la vocazione culturale della città.