Il ministro: Osanna va bene. I funzionari del Mibact (83) lo attaccano ROMA - E' guerra sul nome del nuovo soprintendente di Pompei. Bray difende la sua scelta mentre gli archeologi e i dipendenti del Mibact lo mettono sotto accusa fino a sfiorare l'ammutinamento nei confronti del ministro per i Beni culturali. Ieri è andato in scena il nuovo tesissimo atto della sfida a cui tutto il mondo, Unesco compreso, guarda con incredulità. La querelle è molto semplice: l'uomo scelto da Bray è il professor Massimo Osanna, docente di archeologia della Basilicata. Insomma un esterno. Che però, secondo gli archeologi e i dipendenti, non avrebbe neppure «qualifiche superiori a tanti funzionari del Mibact» e quindi la scelta non sarebbe supportata da ragioni specifiche e verrebbe meno anche alla filosofia della «Spending Review» più volte professata dal ministro. Dopo giorni di accuse ieri è arrivata la risposta davanti al Senato. «La complessità di Pompei richiede - ha dichiarato Massimo Bray - oltre alla competenza tecnica e amministrativa, anche qualità speciali e un curriculum con esperienze diversificate. Poi ha spiegato come si è giunti al nome di Osanna. «La procedura ha avuto avvio dal direttore generale per le antichità che ha ricevuto sei candidature che sono state esaminate con attenzione, valutando i curricula e tenendo conto del fatto che l'area di Pompei è da anni al centro di una fortissima attenzione da parte degli studiosi di tutto il mondo e che una delle proposte maggiormente prese in esame è quella di estendere l'attenzione su Pompei a tutto il settore dell'università, per fare di Pompei un vero e proprio campus di ricerca nel mondo dell'archeologia». Poi ha proseguito: «La scelta è ricaduta sul professor Osanna che, come è stato detto, ha ricoperto il ruolo di sovrintendente nel mio ministero in Basilicata, ma che vanta anche un curriculum particolarmente ricco proprio riguardo agli studi archeologici sul mondo di Pompei. Mi pare pertanto evidente - ha sottolineato - che la scelta possa giustificare il ricorso a professionalità». Una spiegazione che non ha convinto sindacati e archeologi che continuano a sostenere la tesi che i candidati interni al Mibact, Mario Pagano, Teresa Elena Cinquantaquattro e Adele Campanelli, abbiano «carte molto più in regola di Osanna». Dopo le parole di Bray al Senato è stata inviata una lettera in cui 83 dirigenti di seconda fascia del ministero su 166 sfiduciano il ministro. Non solo, ma la nomina dovrà essere ratificata dalla Corte dei Conti che «difficilmente» non applicherà le regole vista «la normativa generale sul pubblico impiego quanto lo specifico decreto del ministero individuano quale criterio per tali affidamenti: l'impossibilità di rinvenire nei ruoli dell'amministrazione le figure necessarie (d.lgs. 1652001, art. 19 c. 6), ovvero la mancanza di disponibilità di professionalità interne (d.m. 16.05.2007, art. 2 c. 3)». Inolte bisogna tener presente la politica della «Spending Review», che «impone la diminuzione delle dotazioni organiche di tutte le amministrazioni dello Stato e il relativo costo». Quindi una specie di sfogo: «I soprintendenti e i dirigenti del ministero segnalano il pericolo di una scelta che in primo luogo getta discredito sul ruolo dei professionisti» interni e che metterebbe in evidenza «la disistima nei confronti del loro operato attraverso la totale esclusione di un soprintendente archeologo dalla guida di uno dei siti simbolo del patrimonio archeologico italiano». Da qui la richiesta dell'«immediata sospensione del procedimento e il ripristino delle regole. Il ricorso è partito, la battaglia continua. Pompei, come al solito, aspetta. Intanto agli Scavi si teme ancora caos per la convocazione di assemblee sindacali indette dalla Cisl, per lunedì 3 febbraio (dalle 8.30 alle ore 11.30) e dalla Uilpa per martedì 4 febbraio, (dalle 8.30 alle ore 13). L'ultima volta che vi furono si scatenò una polemica a livello mondiale per le lunghe code di turisti lasciati fuori dai cancelli. Per molti di loro sarebbe stata l'unica occasione per vedere Pompei dopo aver percorso migliaia di chilometri.