Ogni mese un'opera della collezione sarà esposta al pubblico Ha ripreso il concetto di «start up», legato a un'iniziativa che parte e a qualcosa di economico. Ha tolto le «st» iniziali e lasciato «Art up». Nome corto, veloce, in gergo modaiolo da vernissage «smart», è stato scelto da Enrico De Pascale per indicare il nuovo progetto culturale di Ubi Banca Popolare di Bergamo. Ogni mese, nella stanza a destra del salone d'ingresso della sede centrale di piazza Vittorio Veneto, sarà esposta un'opera d'arte della collezione dell'istituto di credito, per un totale di 12 all'anno. «Da tempo collaboro con la banca come curatore delle mostre allestite in autunno nel chiostro di Santa Marta. Dopo ogni esposizione l'istituto acquista delle opere per incrementare il proprio patrimonio artistico, secondo la filosofia di rendere testimonianza culturale dell'arte di ogni tempo, passata e contemporanea. Così si è pensato di mostrare, ogni mese, una tra le diverse centinaia di opere conservate negli uffici, caveau, posti di solito non accessibili al pubblico, e appartenenti alla collezione bancaria», spiega De Pascale. Art up debutta con l'esposizione dell'immagine «Let there be light - Thing would turn simpler once they happened n. 3» (2006, cm 150x200x5) dell'artista cinese Jiang Zhi, visibile sino alla seconda metà di febbraio. «Appartenente a una serie fotografica più ampia, questo lavoro immortala una persona colpita da un fascio di luce, con rimandi ai manga giapponesi, videogame o alla plasticità di alcuni santi miracolati trafitti da raggi luminosi, come la scultura di Santa Teresa del Bernini spiega il curatore . In quest'opera Zhi tematizza la speranza o l'illusione umana che qualcosa di inusuale, magico o soprannaturale, un giorno possa accadere per caso spezzando la monotonia e l'infelicità della propria esistenza». Ogni opera è correlata da una scheda che ne illustra le caratteristiche e i significati a volte oscuri a occhi digiuni d'arte. «I testi possono essere portati via dal visitatore, che potrà realizzare un catalogo personale delle opere esposte», continua De Pascale, anticipando alcuni nomi di artisti. Il prossimo sarà Stefano Arienti con «Paco disteso», raffigurazione, su foglio di carte, di un ragazzo riprodotto con spray rosso. A seguire un disegno a matita di Serse, «raffigurante un cielo nuvoloso simile a una fotografia, tanto è il virtuosismo del tratto», riporta il curatore. E ancora opere di Mario Cresci, Richard Sympson, Imi Knoebel, Luigi Ghirri, Giuseppe Gallo, Andrea Galvani, Massimo Bartolini e Yan Pei-Ming, di cui la banca possiede il noto Papa Giovanni XXIII, prestato anche alla Gamec, e un paesaggio notturno, che sarà reso visibile. Il progetto parte con l'arte contemporanea con la prospettiva di mostrare anche capolavori del passato, «come un meraviglioso Baschenis», rende noto De Pascale. Sin dalla sua fondazione, nel 1869, la banca ha raccolto la produzione artistica locale, come pezzi pregiati di Baschenis e Fra' Galgario, e nazionale con tele da Piccio a Manzù, da Ghirri a Boetti, senza escludere opere internazionali da Kapoor a Buren, da Armleder a Gillick, da Halley a Yan Pei Ming.