Il presidente confermato per un altro mandato Confermato. All'unanimità. Dopo quasi un anno di gestione provvisoria e vari colpi di scena, tra cui uno sfidante degli ultimi quindici giorni (il rettore del Politecnico di Milano, Giovanni Azzone), il costruttore Claudio De Albertis, a capo di Assimpredil, è stato eletto per la seconda volta presidente della Triennale di Milano. Rimarrà in carica per i prossimi quattro anni. Fino al gennaio 2018. Cinque voti su cinque, accordo a sorpresa. De Albertis (a suo tempo scelto come consigliere dalla Camera Commercio Milano) ha conquistato la preferenza di Clarice Pecori Giraldi (indicata dal Comune di Milano), David Bevilacqua (voluto dalla Regione Lombardia), Carlo Edoardo Valli (espressione del nuovo entrato in Fondazione, la Camera di Commercio di Monza e Brianza) e di Giovanni Azzone (nominato dal ministero per i Beni culturali). Un quarto d'ora per votare, tutto deciso in anticipo, nessuna discussione, almeno durante il consiglio di ieri pomeriggio. Ma non è stata una partita facile. Ministero e Comune, in un primo tempo, sembravano più inclini a scegliere Azzone. Il quale per evitare disguidi in caso di elezione alla presidenza di viale Alemagna, aveva già convocato sia il senato accademico, sia il cda dell'ateneo per verificare la compatibilità dei due incarichi, rettore e consigliere. Il via libera è arrivato, non la presidenza. Decisivo, in questo senso, è stato il voto della Regione, ago della bilancia in questo scacchiere di poltrone e potere: alla fine David Bevilacqua, vicepresidente di Cisco Systems, nonostante in una prima fase sembrasse in qualche modo aver accettato l'ipotesi Azzone, ha scelto la continuità. Compattissime le due Camere di Commercio. In prima fila quella brianzola: De Albertis non ha mai fatto mistero di voler fondare, all'interno della Villa Reale di Monza, un museo del Design con il «logo Triennale». E Roberto Maroni, presidente della Regione Lombardia, intende valorizzare, in vista di Expo, la Villa monzese. Altro punto di forza di De Albertis: l'aver rimesso in sesto i conti disastrosi fino a due anni fa della Fondazione di viale Alemagna. Dunque vittoria. Con il benestare del sindaco Giuliano Pisapia, che avrebbe potuto far valere il diritto di veto concessogli dallo statuto, ma non ha ritenuto opportuno usarlo. Ora il presidente pensa al futuro: Expo e la XXI Esposizione internazionale delle arti del 2016. «Sono grato commenta De Albertis ai consiglieri e alle istituzioni che hanno creduto in me. Il voto unanime testimonia il fatto che Triennale è una grande istituzione con un grande futuro». E il 21 febbraio, la prossima «battaglia»: per nominare vicepresidente e direttore generale.