Sembrava una bomba, abbiamo sentito un rumore sordo, le pareti che tremavano. Come un terremoto. Poi abbiamo visto le balze venire giù". É il racconto di uno degli abitanti del palazzo colpito a Volterra. La pioggia che sta flagellando la Toscana, ha gonfiato la terra argillosa e le mura medievali dell'antico centro in provincia di Pisa. Si sono come sbriciolate e hanno aperto una voragine sotto gli antichi palazzi. Alle otto di sera Marco Buselli, il giovane sindaco della città dell'alabastro, è nella sua stanza di Palazzo dei Priori attaccato al computer. "Non ci sono stati morti ma solo per puro caso. Qui piove da giorni e la terra è gonfia d'acqua". Scuole chiuse anche domani, allerta meteo massima. Volterra, città che "nasce dal mare, vive tra bianche colline e monumenti d'arte, la sera diventa color del fuoco. La notte vola nel cielo come nave", recitano i depliant che ne magnificano i pregi. "Questo luogo è un gioiellino, le sue mura sono incrostate di storia. Dagli etruschi al medioevo, fino al rinascimento. É un patrimonio che andrebbe tutelato, e invece con una semplice pioggia viene giù tutto". Basta andare nella zona dei "Pratini" e osservare da sotto l'antico palazzo sospeso nel vuoto ("è tutelato", precisa il sindaco) e vedere come la natura ha sfregiato un pezzo d'arte. Ora, quando passerà l'emergenza, ci vorranno soldi. "Tanti calcola Buselli -, perché questa città va tutelata, i palazzi del suo centro storico accuditi come bambini. Siamo città d'arte, aspiriamo a diventare un sito patrimonio dell'umanità, ma ci trattano come un qualsiasi sobborgo industriale. Sono stanco dei ragionieri, quelli che tirano le linee sulla carta dei conti, col patto di stabilità e i suoi vincoli non si governano luoghi come questi". Per farci capire di cosa sta parlando, il sindaco ci spalanca la porta della sala dove si riunisce il Consiglio comunale, un gioiellino di affreschi e mosaici. "É il Comune più antico della Toscana, qui vengono dalla Russia e dall'Australia per sposarsi e farsi fotografare in questa cornice da sogno". Se a Volterra, qui Luchino Visconti volle girare il suo "Vaghe stelle dell'orsa", piange l'arte, a Ponsacco piange la gente del centro. Il fiume Era ha rotto gli argini per un fronte di 30 metri allagando strade e case. Effetti del maltempo in Toscana, dove piove da giorni (sono caduti 170 millimetri di pioggia nelle ultime ventiquattro ore, toccando punte di 200 millimetri nelle ultime 36) e dove l'Arno è in piena come mai si era visto negli ultimi vent'anni. A Firenze la gente si affaccia ai ponti per vedere il fiume crescere, anche se l'allarme di una possibile rottura degli argini sembra rientrato. Più difficile la situazione a Pisa e nel circondario. "L'Arno non fa più paura ha detto il prefetto Francesco Tagliente ma la situazione resta di massima allerta". Problemi anche a Prato e in provincia, dove l'altra notte è straripato il fiume Calice, e situazione di massima allerta in provincia di Livorno dove il fiume Cornia rischia di esondare. L'allerta meteo è stato prorogato di 24 ore fino alla mezzanotte di oggi, ma già si fa la stima dei primi danni, soprattutto in agricoltura. Nei prossimi giorni si legge in una nota della Coldiretti avremo un quadro più preciso sul futuro dei raccolti. Le campagne sono allagate in buona parte della regione, centinaia di ettari già seminate a grano sono a forte rischio sopravvivenza". Centri storici colpiti, economia in ginocchio, è la natura che si ribella a cementificazioni e violenze sul territorio. "Stiamo seguendo l'evolversi della situazione in Veneto, Lazio, Toscana ed Emilia, regioni ancora in condizioni di pericolo". Parla Franco Gabrielli, Capo della Protezione civile, che però avverte. "Se non realizziamo qualcosa nei temi importanti per la nostra sopravvivenza, l'Italia è destinata ad un futuro molto complicato".