Lettera degli studenti liceali al ministro Bray: «Ci aiuti. La cultura è il nostro futuro» Città d'Arte con due beni patrimonio Unesco, o quasi. Il destino del comune di Tivoli e quello della Villa Adriano per la straordinaria bellezza dei suoi ruderi, è nelle mani del World Heritage Commitee dell'Unesco a cui il Ministero per i Beni e le Attività Culturali entro domani dovrà inviare una documentazione puntuale e precisa sullo stato di salute del sito archeologico risalente al II secolo dopo Cristo, che potrebbe mettere a rischio il titolo. Un bene dal valore inestimabile, ogni anno meta ambita per migliaia di visitatori che arrivano da tutto il mondo per visitare la residenza voluta dall'imperatore Adriano, che incantò ed ispirò celebri penne come quella di Marguerite Yourcenaur. La missiva, indirizzata allo stato italiano in quanto membro dell'United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization, in realtà è partita un anno e mezzo fa, quando il mondo della cultura tirò il fiato di fronte alla decisione di non aprire più la discarica che avrebbe ereditato parte della mondezza che confluiva a Malagrotta, proprio a pochi chilometri di distanza dalla preziosa villa romana. Ma a quanto pare lo stato di allerta è rimasto e la documentazione richiesta deve arrivare sulle scrivanie giuste nelle prossime ventiquattro ore, senza se e senza ma. In via del Collegio Romano 27, sede del Mibac, stanno lavorando da giorni al reperimento di quanto richiesto, ma per ora di informazioni in più sulla faccenda non ce ne sono. C'è da dire che nelle premesse della lettera un passaggio viene fatto anche sulla questione della lottizzazione Nathan, il complesso di appartamenti di proprietà della Impreme spa e Villa Adriana 85 srl che saranno realizzati a pochi passi dal sito. A sbloccare la faccenda, rimasta ferma per parecchi anni, è stata l'ultima amministrazione comunale, che ha dato il via libera definitivo nel 2011, scatenando una serie di polemiche in città e non solo, tanto che la vicenda è finita anche all'attenzione del Parlamento grazie ad un'interrogazione presentata dal Movimento 5 Stelle, in cui si chiedono lumi sulla vicenda proprio in vista dell'appuntamento con la verità del primo febbraio, che potrebbe cambiare radicalmente non solo le sorti della villa ma quelle dell'intero comune. Sulla vocazione turistica infatti, si cerca da anni di lavorare con l'ambizione, e la speranza, di creare un futuro diverso anche per i cittadini, che potrebbero finalmente godere dei vantaggi di vivere a contatto diretto con la storia anche in termini economici. Per questo a chiedere aiuto al ministro Massimo Bray in questi giorni, sono stati anche gli studenti degli istituti superiori tiburtini, che hanno messo nero su bianco le loro ansie in una lettera-appello affinché lo spauracchio della perdita della prestigiosa onorificenza venga definitivamente allontanato. «Le scriviamo per chiederle di aiutarci, lo chiediamo a Lei che nel nostro Paese tutela quello di cui abbiamo più bisogno. Abbiamo bisogno di cultura, perché in questo periodo di decadenza sociale, culturale, istituzionale, politica, economica ed intellettuale la lotta per la salvaguardia della Bellezza è l'unica cosa su cui far leva per ravvivare la speranza nel futuro», scrivono i ragazzi del liceo scientifico «Lazzaro Spallanzani» e del liceo classico «Amedeo di Savoia», che hanno chiesto a Bray anche di venire in visita per verificare di persona la situazione. A sostegno dell'iniziativa dei giovani tiburtini ci sono anche le associazioni locali, che in questi anni hanno manifestato più volte a sostegno dell'importanza del mantenimento delle risorse culturali presenti sul territorio.