Note già ai romani, abbandonate da anni, saranno riaperte. Per scopi medici FALCIANI (Impruneta) Villa delle Terme ai Falciani aspetta gli operai che tra pochi giorni daranno il via al cantiere della ristrutturazione. Un lavoro da 10 milioni di euro (che arrivano dal gruppo Korian, un colosso europeo dell'assistenza a cui fa capo la proprietà della struttura imprunetina) porterà ad aumentare il numero di posti letto disponibili nella casa di cura: dai 150 attuali si arriverà ai 234 futuri che comprenderanno i letti delle altre due strutture di proprietà Segesta, Marconi e Munari, a Firenze, avviate verso la chiusura. L'ampliamento di Villa delle Terme verrà realizzato con un sistema di prefabbricati in legno «per garantire comfort, efficienza energetica e tempi di esecuzione più veloci», spiegano da Segesta che si occupa dell'assistenza ad anziani non autosufficienti, disabili e pazienti in coma. Qui ai Falciani vengono ospitati in via provvisoria i pazienti del presidio di viale Mazzini, a Firenze, anch'esso in ristrutturazione per rispondere alle richieste che la Regione fa per questo tipo di strutture. «Per l'estate del 2015 il presidio Mazzini sarà pronto e gli ottanta pazienti ospitati provvisoriamente ai Falciani saranno accolti di nuovo a Firenze», dice il direttore generale Andrea Francioni. In 14 mesi, Villa delle Terme avrà una struttura rinnovata, spiegano da Segesta, nel rispetto della normativa toscana. Un progetto prevede ai Falciani anche nuovi ambulatori per la riabilitazione e a questi potrebbe essere legato l'altro piano allo studio: la riattivazione delle terme, che da sempre si chiamano «terme di Firenze». La villa deve il suo nome a una fonte di acqua con proprietà terapeutiche che già i romani conoscevano e che ancora esiste, abbandonata, nel parco della struttura. La concessione mineraria è scaduta dal 2005, ma era inutilizzata già da molti anni. Segesta è arrivata nel 2007 e nella convenzione stipulata con il Comune per la ristrutturazione della casa di cura ha accettato di aggiungere anche i lavori per la riattivazione del percorso termale. Non una spa, non percorsi di benessere, spiega il coordinatore sanitario Rossano Vergassola, ma un luogo dove curare i problemi respiratori, da affiancare alla riabilitazione. «Sarebbe possibile anche risistemare due edifici dismessi che si trovano sulla via Cassia che serviranno allo stabilimento termale aggiunge Vergassola Per prendere in gestione le terme però servirà partecipare a un bando di gara di cui si occuperà il Comune». «Ci fa piacere vedere partire un cantiere importante come questo commenta il sindaco di Impruneta Alessio Calamandrei il primo che la nuova amministrazione potrà inaugurare. I tempi burocratici anche in questo caso sono stati lunghi, ma ora ci siamo. Credo che il discorso delle terme non sia prioritario, ma per quanto compete il Comune sarà fatto il possibile per venire incontro a chi vuole investire e dare sviluppo al territorio». Per Impruneta e dintorni l'ampliamento di Villa delle Terme significherà anche la creazione di nuovi posti di lavoro nel settore dell'assistenza. Il Comune di Impruneta, tra l'altro, secondo quanto recita la convenzione stipulata con la proprietà, avrà garantita una camera di ricovero con due posti letto per emergenze socio sanitarie e agevolazioni sui percorsi di riabilitazione e sui servizi termali