Luigi Melegari, lei che presiede l'associazione dei costruttori, che ne pensa dell'idea dell'architetto Glauco Gresleri? Abbattere l'ex Pirotecnico, creare un parco all'area Staveco... «Prospettiva interessante, condivisibile nel suo aspetto teorico, un nuovo parco a ridosso della città a chi non piacerebbe? Dobbiamo però fare pratica di buon senso» Si spieghi. «Semplicemente dico: bene, l'idea è buona, ma chi paga? Chi investe?». Gresleri fa notare che per tenere in piedi quell'oggetto, inutilizzabile e di poco pregio, si buttano via 70 mila euro l'anno. «Lo so, ma le idee che esulano da una valutazione economica sono solo delle idee, e mi fanno anche paura perché generano delle aspettative che poi non si realizzano». Quella di Gresleri è una di queste? «Quella dell'architetto stimola delle idee, ma mi piacerebbe sapere con quali risorse facciamo tutto questo. Qual è la fattibilità reale? Qual è il piano economico? A Bologna occorre una progettualità vera. Anche a me piacerebbe che alla Staveco ci fossero solo servizi belli e utili per il cittadino, ecologici, puliti, asili e teatri, gli alberi, una mensa gratis per tutti, ma la domanda alla fine è sempre quella: chi paga?». Premesso che realizzare un parco significa comunque valorizzare la città (tutta), ci dica lei allora come un'idea come quella può diventare fattibile. «La Staveco è l'area più interessante e di pregio fra le disponibili in città. In un periodo di crisi come questo, non ho vergogna a dirlo, si potrebbe valorizzare costruendo anche residenze, garbate e di pregio, non tante, non impattanti, e poi restituire al Comune denari che potrebbe utilizzare per portare avanti il progetto di parco. Ma restiamo all'ex Pirotecnico: quei volumi li concedi altrove (senza consumo del territorio) al privato che vuole investire, consentendogli di generare quelle risorse che poi il Comune utilizzerà come vuole».