Il tema è attuale: dato che ora più che mai mancano le risorse per realizzare grandi interventi urbanistici e architettonici nellearee e immobili (vuoti o dismessi da quelle militari in giù) e che tutti questi oggetti rimarranno lì come sono per anni e anni, diventando potenziali attrattori di microcriminalità e degrado, come vogliamo gestirli? Una possibile risposta la fornisce, ormai da 10 anni, l'associazione Planimetrie Culturali che in convenzione con la proprietà (per ora solo privata, essendo il pubblico più timoroso) bonifica, custodisce e rivitalizza l'area, la zona, in sostanza l'immobile, dando vita ad attività sociali, culturali e spettacolari, ma solo temporaneamente, cioè per due o tre anni, e comunque fino a quando non iniziano concretamente dei lavori. Nel 2004 fu la volta del Cacubo (ex macello), poi lo Scalo, infine Senza Filtro (all'ex Samputensili di via Stalingrado). La nuova proposta di Planimetrie Culturali riguarda la Staveco. In attesa che decolli (o si sgonfi) il progetto ComuneUniversità, l'idea è di bonificare le tre palazzine accanto al parcheggio, creare nuovi spazi per le associazioni, attivare circuiti culturali e spettacolari, presidiare la zona. Tutto in convenzione triennale, possibile già da settembreottobre (in estate i lavori di ripristino degli immobili: 8000 mq). La presidente del Quartiere Santo Stefano, Ilaria Giorgetti, è già stata informata ed è interessata. In via Stalingrado, dove il contratto scade nel luglio 2015, potrebbero rimanere le sole attività sportive indoor. Il progetto Staveco verrà illustrato a fine febbraio da Planimetrie Culturali in un'udienza conoscitiva a Palazzo d'Accursio (richiesta da Pd e Sel) insieme ad altri due temi: vantaggi e benefici di questo tipo di interventi, problemi legislativi legati a questo tipo di occupazioni temporanee con finalità sociali, dato che l'associazione, con i suoi avvocati, sta redigendo una bozza di disegno di legge che potrebbe essere presentata in Regione.