Il Demanio: demolire? Arriva la Corte dei conti Dietro un apparente immobilismo, in realtà Comune e Ateneo stanno lavorando al progetto del campus universitario all'ex Staveco. Un lavoro per ora sotterraneo, come testimonia l'incontro che si è tenuto ieri tra il rettore Ivano Dionigi e il sindaco Virginio Merola, teso alla definizione di che cosa realizzare in quel comparto al servizio di studenti e docenti e che cosa finalizzare all'uso commerciale. Probabilmente un primo punto sullo stato dell'arte verrà reso pubblico in marzo, in occasione della mostra, all'Urban Center della biblioteca Sala Borsa, dei progetti realizzati per il Laboratorio Staveco, già esposti nel maggio scorso nell'aula magna di Santa Lucia. Gli economisti dell'Ateneo sono pronti anche a mettere a punto lo studio di fattibilità economico-finanziaria che fisserà nero su bianco il valore dell'operazione e i denari necessari. Una parte dei quali il Comune li ricaverà dalla recente alienazione di tre ex caserme alla Cassa depositi e prestiti. La proposta dell'architetto Glauco Gresleri di abbattere l'ex Pirotecnico, l'edificio che si affaccia su viale Panzacchi e che da un paio d'anni è coperto da un ponteggio per pericolo di crollo, ha riacceso l'interesse attorno all'area. Un'area da 80 mila metri quadri, vincolata dalla Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici, di proprietà dell'Agenzia del Demanio che da tempo ne sta trattando l'utilizzazione con il Comune. Il Demanio fa sapere che il tavolo aperto con Palazzo d'Accursio è «in dirittura d'arrivo» e che spetta appunto all'amministrazione bolognese «decidere le sue priorità e poi indicare a noi quali sono le scelte fatte». Si tratta di una partita nella quale il Demanio medesimo è coinvolto in quanto si tratta pur sempre di valorizzare una sua area che ha un grande valore sul mercato. Al momento l'abbattimento dell'ex Pirotecnico, proposto da Gresleri e sostenuta da altri architetti della città come Felicia Bottino e Michele Zacchiroli, non è all'ordine del giorno. «Se buttassimo giù la struttura, la Corte dei conti ci imputerebbe un danno erariale, quindi non possiamo prendere una decisione di quel genere», fanno sapere da Roma, «capiamo chi chiede di fare qualcosa, ma i tempi sono quel che sono. Certo anche noi vorremmo fare presto perché così lo Stato smetterebbe di buttare soldi nella manutenzione ordinaria». Con il via libera alla fase 2 del comparto Bertalia-Lazzaretto, ora Comune e Ateneo possono concentrarsi sul nuovo polo universitario di carattere internazionale da far nascere alla Staveco. Le idee su cosa farci non mancano, come mostrano i progetti elaborati dai ricercatori di Architettura e Ingegneria insieme a quattordici studi di giovani architetti che hanno definito anche il masterplan generale dell'area e le linee guida progettuali. Il primo passo verso la nuova Staveco pare essere davvero dietro l'angolo.