VENEZIA Raffica di ricorsi contro i divieti di passaggi a San Marco imposti dalla Capitaneria di Porto Da chi difende le crociere, a chi le vuole allontanare, nessuno è soddisfatto dell'ordinanza che introduce limiti alla grandi navi. Per primo è arrivato il ricorso di Vtp, a ruota anche il Comitato Cruise Venice ha annunciato che nelle prossime ore si rivolgerà al Tar. VENEZIA Tutti contro i divieti della Capitaneria di porto. Da chi difende le crociere, a chi le vuole allontanare, nessuno è soddisfatto dell'ordinanza che introduce limiti alla grandi navi. Per primo è arrivato il ricorso di Vtp, a ruota anche il Comitato Cruise Venice ha annunciato che nelle prossime ore si rivolgerà al Tar. E oggi tocca al Comune, la delibera che dà mandato all'Avvocatura civica di presentare ricorso è pronta e se ne discuterà in giunta, mentre sono al lavoro anche i legali dell'associazione Italia Nostra. I tempi però stringono e non è detto che gli ambientalisti riusciranno a depositare gli atti entro lunedì, termine ultimo per presentare il ricorso al provvedimento. «A meno di una sospensiva, i ricorsi al Tar non creano problemi all'applicazione dell'ordinanza. Per il momento, il resto del lavoro è fermo, siamo in attesa di novità dal governo», dice l'ammiraglio della Capitaneria di Porto Tiberio Piattelli. I motivi sono diversi tra di loro: Vtp e Cruise Venice contestano la riduzione dei passaggi in bacino di San Marco e canale della Giudecca, Ca' Farsetti invece boccia il via libera allo scavo del Contorta-Sant'Angelo. «C'è un problema di competenze spiega il sindaco Giorgio Orsoni la Capitaneria di porto non ha i titoli per individuare, a priori, nel nuovo canale la soluzione al passaggio delle navi. Noi diciamo che si deve scegliere comparando le diverse ipotesi, poi magari il Contorta si rivelerà l'alternativa migliore». Per l'amministrazione, c'è anche un conflitto con le leggi di salvaguardia che impongono un iter preciso di analisi e valutazioni ambientali prima di decidere come intervenire in laguna. Gli ambientalisti dicono no allo scavo a prescindere dall'istruttoria e spingono perché si realizzi un terminal off shore per le crociere alla bocca di porto del Lido. «Purtroppo c'è tempo fino a lunedì per ricorrere», dice la presidente di Italia Nostra Lidia Fersuoch. Il Comitato No grandi navi, che è già ricorso a Bruxelles per bloccare l'inserimento del Contorta nella legge obiettivo, invece non andrà al Ta per l'ordinanza. «Non siamo soggetto giuridico, non possiamo», spiegano. Rinuncia anche il Comune di Mira, il cui assessore all'Urbanistica Luciano Claut spinge per l'off shore: «In questo momento non possiamo proprio spiega anche per noi ci sono molte perplessità sull'ordinanza, avanzeremo delle nostre proposte nel prossimo futuro». C'è quindi il Comitato Cruise Venice che, come Vtp, contesta i limiti ai transiti. «Ci troviamo costretti a procedere con un ricorso al Tar spiega il presidente Davide Calderan . E' questa l'unica via per salvare la crocieristica a Venezia». Il rischio è che molte delle 4.500 persone che lavorano al porto perdano la loro occupazione: «Si è generata una situazione insostenibile continua che sta mettendo in ginocchio tutto il comparto». L'ordinanza della Capitaneria riduce del 12,5 per cento i passaggi di navi nel 2014 quando ci saranno 101 passaggi in meno. A questi deve essere aggiunto il trasferimento dei traghetti (446 transiti) al terminal di Fusina con la riduzione del traffico davanti a San Marco del 44 per cento.
Venezia. Crociere, pioggia di ricorsi sul passaggio a San Marco
La Capitaneria di Porto di Venezia ha imposto divieti di passaggi a San Marco e canale della Giudecca per le grandi navi. Questo ha generato una reazione negativa da parte di diverse organizzazioni, tra cui Vtp e il Comitato Cruise Venice, che hanno deciso di ricorrere al Tar. Il Comune di Venezia ha anche deciso di presentare un ricorso, mentre l'associazione Italia Nostra sta lavorando per presentare un ricorso entro lunedì. I motivi del divieto sono diversi, tra cui la riduzione dei passaggi di navi nel bacino di San Marco e canale della Giudecca, e la necessità di scegliere una soluzione per il passaggio delle navi nel nuovo canale.
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