Le tessere degli scudi sannitici prese dai turisti NAPOLI Le feste natalizie sono ormai alle spalle e rimosso l'albero dei desideri e le luci d'artista la galleria Umberto I, salotto buono della città, è ritornata alla sua abituale sistemazione. Eppure qualcosa è cambiato; durante le festività, alcune tessere degli scudi sannitici posti al centro della galleria, sono sparite, probabilmente finite nelle tasche dei turisti come ricordino "made in Naples". «È paradossale che gli scudi sanniti, simbolo del Comune di Napoli, rappresentati nel pavimento della Galleria Umberto I non riescano a proteggere se stessi», commenta con sarcasmo l'architetto Isabella Guarini: «Le tessere marmoree dei mosaici - già decimate in passato dall'usura, tanto da richiedere un intervento di "restauro" nel 2010 con la calce viva, aspramente criticato - vanno scomparendo di giorno in giorno, aggredite dal degrado e dalla predazione. È troppo semplice attribuire il danno all'usura dei tanti passi che li attraversano perché a ben vedere i dissesti sono più profondi, determinati da pesi schiaccianti non attribuibili al peso mobile dei pedoni. La Galleria merita maggiore attenzione e cura». La Galleria Umberto I, simile alla Galleria Vittorio Emanuele II di Milano, con le sue strutture in ferro a vista è un esempio di sintesi magistrale tra materiali e tecniche murarie tradizionali, mosaici e stucchi, con la tecnologia del ferro e vetro applicata all'architettura delle volte di copertura è testimonianza del cambiamento industriale e sociale della fine dell'Ottocento. I mosaici con venti e segni dello zodiaco furono realizzati dalla Padoan di Venezia nel '52 a sostituzione degli originali danneggiati dal calpestio e dalla guerra.