Chi ha avuto qualche dimestichezza con il latino, ricorderà che i romani amavano molto utilizzare frasi che iniziavano con Dicunt , dicono o Tradunt , si tramanda; espressioni che mettevano al riparo l'autore da eventuali verifiche sull'esattezza delle fonti, che erano quelle che oggi più prosaicamente si chiamano «voci di corridoio». Questi ultimi giorni della Triennale sono stati tutti un dicunt e un tradunt . Si dice, per l'appunto, che ci sia in corso una lotta per la presidenza: da una parte la Camera di Commercio di Milano e quella di Monza-Brianza, schierate per la riconferma del presidente uscente Claudio De Albertis; dall'altra il Comune di Milano e il ministero dei Beni culturali che vorrebbero un cambio, con la nomina del rettore del Politecnico, Giovanni Azzone, che nel frattempo si è fatto autorizzare il doppio incarico dal senato del suo ateneo. La decisione spetta al consiglio di amministrazione, previsto per oggi pomeriggio, che vedrà come ago della bilancia il quinto consigliere, espressione della Regione Lombardia; non si escludono sorprese. Non è una situazione ideale, tanto più che ci si arriva dopo quasi un anno di gestione provvisoria dell'istituzione, che ha il vertice in proroga dal primo semestre dell'anno scorso. In tanti mesi, il governo romano e quelli locali avrebbero potuto tranquillamente riunirsi per condividere un nome; si è invece preferito far leva sul vecchio vizio italico di procedere in ordine sparso, per poi giungere a un redde rationem con possibili fuochi d'artificio, dopo mosse non sempre chiare. In particolare, non si comprende perché il Comune abbia di colpo voltato le spalle a De Albertis. Nonostante qualche polemica, dovuta soprattutto al suo ruolo di presidente dei costruttori milanesi, l'imprenditore era stato nominato un paio di anni fa grazie al supporto decisivo del Comune, con l'incarico prevalente di risanare i bilanci. L'operazione è stata condotta a termine, e il presidente uscente ha fatto sapere più volte di essere disponibile a una riconferma; se ora il Comune ha cambiato cavallo, sarebbe interessante sapere perché lo fa, tanto più che la scelta di Azzone ricade su una persona certamente stimabilissima e di profilo più che adeguato, ma estremamente occupata con la gestione della sua università. D'altronde il presidente va scelto tra i cinque consiglieri; e tutti quelli in carica, esponenti della cosiddetta società civile, hanno incarichi rilevantissimi fuori da lì, che li renderebbero presidenti non operativi. Perché in Consiglio siano stati nominati loro e non altri personaggi di primo livello, ogni meno impegnati (erano stati fatti, per esempio, i nomi dell'ex presidente del Cosmit Carlo Guglielmi e dell'ex assessore alla Cultura Stefano Boeri), è un altro dei misteri di questa vicenda. Auspichiamoci che questa situazione inutilmente ingarbugliata si risolva questo pomeriggio con una nomina certa e, soprattutto, con idee chiare sul prossimo direttore, a cui andrà il difficile compito di condurre operativamente l'istituzione; ruolo che da oltre un decennio ricopre Andrea Cancellato; ma si vocifera che anche lui sia giunto al termine del suo mandato. Dicunt
Milano. Il nodo Triennale
La Triennale di Milano è in crisi e il suo presidente uscente Claudio De Albertis è stato messo in discussione. Il Comune di Milano e il ministero dei Beni culturali sostengono la nomina del rettore del Politecnico, Giovanni Azzone, mentre la Camera di Commercio di Milano e Monza-Brianza sostengono la riconferma di De Albertis. Il consiglio di amministrazione, previsto per oggi, dovrà decidere la nomina del nuovo presidente. La scelta è complessa e ci sono molte incertezze. Il Comune di Milano ha cambiato cavallo, nonostante De Albertis avesse fatto sapere di essere disponibile a una riconferma. La scelta del presidente è complessa e ci sono molte incertezze.
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