Il dibattito. Demolire o no? Architetti favorevoli Bottino: «Anche nel mio Piano paesistico là era previsto del verde». Per Zacchiroli «quell'area è triste e tragica e non se ne vede la fine» «L'idea dell'amico Glauco vuole rilanciare la discussione sull'utilizzo di quell'area, ha il mio plauso», dichiara Michele Zacchiroli. «Che sia destinata a diventare un polmone verde tra il centro storico e la collina è una vocazione irrinunciabile», gli fa eco Felicia Bottino. Tra gli architetti bolognesi c'è chi difende a spada tratta la proposta di Glauco Gresleri, avanzata ieri sul Corriere di Bologna, di abbattere l'edificio dell'ex Pirotecnico (l'arsenale) alla Staveco per aprire una porta d'accesso verso la collina. Edificio abbandonato dal 2003 e da un paio d'anni circondato e incombente su viale Panzacchi per via del ponteggio di grandi dimensioni montato dopo il cedimento del 2011. «Quell'area è triste e tragica e non se ne vede la fine sottolinea Zacchiroli , si può rilanciare il dibattito sul suo utilizzo anche attraverso la demolizione di quel bagaglio che era stato vincolato dal soprintendente Garzillo solo perché aveva più di 50 anni ed era del Demanio. Farne un parco di collegamento con la collina è affascinante. In molte capitali si sta cercando di portare più verde possibile, penso a New York o alla Germania con i parchi sotterranei. Bisognerebbe pensare a un progetto realizzabile, a fare un'area verde attrezzata, dando anche la possibilità ai privati di investire. Se si mantiene l'attuale parcheggio comunale si può pensare anche ad attività legate all'automobile come gommisti o elettrauti così da rendere conveniente lasciare l'auto». In quell'area c'è però il progetto di Comune e Università per realizzare un campus. «Di progetti ce ne sono sempre tanti, bisogna pensare a qualcosa di realizzabile in 5 anni, non in 50 replica Zacchiroli . Di quell'edificio può rimanere la facciata come una sorta di quinta, e dentro realizzare un porticato, dei ristoranti per fare vivere l'area di giorno e di notte». «La vocazione a polmone verde è scritta da tempo interviene Bottino , ho collaborato al Piano degli anni '70 e nonostante fosse un'area militare la destinammo fin da allora a verde, in collegamento a San Michele in Bosco. Era una vocazione chiara allora e lo è ancora, quindi ben venga la proposta di Gresleri». Per Bottino ci può stare anche il campus universitari, anzi, «il modello è l'università di Berkeley spiega dove ci si muove da una facoltà all'altra in mezzo agli alberi». «Glauco ha ragione continua , quella muraglia dell'ex Pirotecnico toglie qualunque vista, abbatterlo sarebbe una spinta, un inizio, la pressione a fare qualcosa per quell'area bellissima. Non ci sono risorse, è vero. Com'è vero che i privati non sono mai stati spinti ad investire in questo tipo di interventi. Quell'area però, opportunamente valorizzata, potrebbe essere un volano turistico per far conoscere la nostra collina. È un'area strategica».
Bologna. Giù l'ex Staveco, si può fare: È una muraglia che divide
Il dibattito sull'edificio dell'ex Pirotecnico (l'arsenale) alla Staveco è acceso. Michele Zacchiroli e Felicia Bottino, due architetti bolognesi, difendono la proposta di demolire l'edificio per aprire una porta d'accesso verso la collina. Zacchiroli sostiene che l'area è triste e tragica e che non se ne vede la fine, mentre Bottino afferma che la vocazione a polmone verde è scritta da tempo e che l'edificio dovrebbe essere demolito per farne un'area verde. Gresleri, un altro architetto, propone di abbattere l'edificio e di realizzare un porticato, dei ristoranti e un campus universitario.
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