L'artista li notò l'anno scorso, da qui l'idea VERONA - Come la zuppa Campbells ritratta in serie e in colori psichedelici, per fare un paragone ingombrante. Certo, i fossili di Bolca, con le loro migliaia d'anni alle spalle sono ben altra cosa, eppure da oggi hanno qualcosa in comune con il mitico barattolo immortalato da Andy Warhol: sono diventati oggetti - feticcio della pop art. A ritrarli, tablet alla mano, è l'artista canadese Matthew Watkins che poco meno di un anno fa si trovava a Verona per inaugurare la sua mostra in occasione di «Infinitamente». Una «personale» che, guarda caso, è finita proprio al Museo di Storia Naturale di Palazzo Pompei, lo stesso edificio che solo una stanza più in là ospitava (e tuttora ospita) i reperti fossili della Lessinia. Tra questi il celebre «pesce angelo» che, con le sue grandi «ali» deve aver impressionato l'alfiere della digital art. Da allora Watkins si è messo al lavoro e ha realizzato diversi disegni ispirati ai fossili veronesi. Contaminandoli, ovviamente, col suo inconfondibile stile. Gran parte della produzione artistica di Watkins, infatti, gioca sul binomio biologico - meccanico, alternando androidi umanizzati a un'inquietante umanità sempre più automatizzata. Una doppia provocazione visto che le sue opere, benché disegnate tutte «a dito libero», vengono realizzate esclusivamente su iPhone e iPad, supporti elettronici per eccellenza. Ecco, dunque, che i fossili Bolca si sono trasformati in pesci robotici: al posto delle lische compare una serie complessa di ingranaggi, mentre sull'estremità della pinna del pesce angelo fa capolino uno spinotto elettrico. Nella serie di Watkins compaiono anche altre celebrità del Museo di Storia Naturale, come l'Eolates gracilis, che con il suo aspetto da minacciosa sardina giurassica è stato «fossilizzato» dentro una scatoletta di latta aperta a metà. I pesci di Watkins sono sempre stati ritratti su uno sfondo di pietra, che ripropone fedelmente le venature della pietra della Lessinia. Ieri, però, l'artista, che da qualche anno opera a Bari, ha «postato» sul suo profilo Pinterest un nuovo pesce robotico, questa volta cesellato su pietra. Si tratta del primo esemplare in assoluto, anche in questo caso chiaramente ispirato ad un «esemplare» custodito al Museo veronese. Un'opera, fa sapere l'artista, commissionata come regalo per un professore di robotica sottomarina che vive in California. Chissà se apprezzerà il gesto.