VERONA È l'unica realtà culturale stabile all'interno dell'Arsenale e quando domandi a Jana Balkan (fondatrice) se il suo Teatro LaboratorioScientifico si senta penalizzato dal contesto, la risposta va dritta al sodo: «Enormemente. Soprattutto quando cala la sera e l'illuminazione scarsa contribuisce a creare un clima di maggior degrado. Tutto è fatiscente, anche se conserva un fascino particolare». È inconciliabile l'idea del project financing con quella di un Arsenale cittadella della cultura? «Le due cose forse potrebbero convivere, se progettate da una commissione di esperti desiderosa di offrire servizi utili alla città. Si potrebbe pensare a un progetto che integri spazi culturali e spazi ricreativi come succede all'estero. Purtroppo la cultura è un bene considerato poco redditizio. Diciamo che se si rispettassero e salvaguardassero la struttura architettonica, gli spazi verdi e l'interesse pubblico con quanto sopra esposto, potrebbe derivarne un valore aggiunto per la città. L'Arsenale potrebbe ospitare mostre, teatro, musica, attività ludiche-ricreative culturali per piccoli e grandi, cinema d'essai e punti di ritrovo-ristoro che possano coesistere con la cultura. Esempi già esistenti soprattutto all'estero». Chi viene al vostro teatro commenta la situazione di degrado? «Sì e non smette di sottolineare la situazione in cui si mantiene e si permette questo degrado». Quanto c'è di vero nell'attacco dello storico dell'arte Settis al sindaco Flavio Tosi? «Settis sottolinea da studioso la situazione e solleva questioni importanti e soluzioni bellissime che condividiamo, ma realisticamente il problema dell'Arsenale, se non interviene una Fondazione o un sostanzioso contributo europeo, rischia di restare irrisolto senza l'apporto di privati. Il fatto è che anche noi, che avevamo e abbiamo un progetto di ristrutturazione approvato dallo stesso Comune riguardo all'edificio che occupiamo, siamo bloccati nei lavori (che verrebbero sostenuti a nostre spese) e non riusciamo a metterlo in atto perché tutto viene continuamente rimandato». Qual è stata la vostra reazione alla replica di Tosi a Settis? «Che gli ideali difficilmente si possono realizzare e che bisogna tenere conto della cruda realtà. Una soluzione però è necessario trovarla perché giornalmente vediamo crollare pezzi di Arsenale sotto ai nostri occhi. Quella migliore per noi e per buona parte del nostro pubblico sarebbe che l'Arsenale restasse un "bene" della città per la città». Quale messaggio vorreste mandare all'amministrazione comunale e agli stessi cittadini di Verona? «Si risolva questa situazione! Non vorremmo che l'Arsenale facesse la stessa fine dell'ex funicolare di Santo Stefano, i cui lavori dovevano iniziare nel 2002 e non sono ancora iniziati. E il "vecchio" Teatro Laboratorio, che là aveva sede, sta crollando a pezzi portando via tutti i milioni di vecchie lire che avevamo investito nella sua ristrutturazione, ristrutturazione che abbiamo dovuto interrompere appunto nel 2002?»