Lui se l'è cavata con una multa. La sua opera è stata smontata e sotto la pioggia portata via. Ma intanto tutta Roma (e non solo) ieri si è chiesta come sia stato possibile che un parallelepipedo di due tonnellate di acciaio alto tre metri (più la base coperta da un tappeto di edera finta) sia stato messo e abbia poi stazionato per due mesi in un'aiuola davanti al Circo Massimo senza alcuna autorizzazione e nell'indifferenza generale. È stato Paolo Conti sul Corriere della Sera di ieri a segnalare la presenza dell'istallazione abusiva intitolata «Place de la Concorde» davanti ad uno degli spazi più belli della Capitale. L'autore Francesco Visalli, artista romano 54enne, l'ha definita una «provocazione», «un manifesto di protesta», «un grido di allarme» per dire: «Diamoci una svegliata perché stiamo perdendo un patrimonio pazzesco, c'è una totale assenza di interesse e chiunque può fare qualcosa». L'assessore capitolino alla Cultura Flavia Barca non ne sapeva niente. «Contatterò l'artista per capire cosa lo ha spinto a fare quel gesto», ha detto ieri, perché «apprezziamo lo sforzo, va bene la provocazione, ma ora incontriamoci e mi dica quale è la sua idea di città, faccia la sua proposta». Nel frattempo, «certamente ci sarà una multa, se non altro per i costi da noi sostenuti per rimuovere la struttura abusiva». E la rimozione non è stata una cosa facile. Gli uomini della Protezione Civile di Roma Capitale hanno avuto un bel daffare nello smontare il pesante monolite dalla base di legno. Poi, il camion che doveva portarlo via era troppo piccolo per contenere l'altra base, quella di acciaio. Quindi solo in serata e dopo l'arrivo di un autoarticolato, di quelli usati per i trasporti eccezionali, «Place de la Concorde» ha lasciato il Circo Massimo diretta ad un deposito della Protezione civile. Tornerà al suo creatore. Nello stesso momento, arriva la nota della direzione regionale Beni Culturali del Lazio che fa sapere che «gli uffici tecnici del Mibact, all'esito della riunione del Tavolo tecnico in materia di occupazioni di suolo pubblico tenutosi ieri (martedì, ndr ) presso la Direzione Regionale, hanno riscontrato che l'installazione dell'opera non era stata autorizzata, né poteva essere in nessun modo autorizzata, a causa dell'inaccettabile impatto sul contesto storico, con vista sul Circo Massimo e sul Palatino, e nella mattinata odierna (ieri, ndr ) ne ha ordinato l'immediata rimozione». Italia Nostra attacca: «Gli organi di tutela e di controllo hanno fallito nel loro compito istituzionale, a Roma tutto è possibile anche l'assurdo». E Giordano Tredicine, vicepresidente dell'Assemblea capitolina: «Se questo e' il livello di controllo e rispetto delle regole a due passi dal Campidoglio non oso immaginare la situazione in altre zone piu' periferiche». Visalli invece si augura che «Place de La Concorde» «possa trovare spazio in un luogo simbolo» e che «intorno a questa mia protesta si riuniscano altri artisti».