Glauco Gresleri architetto «Un parco al posto dell'edificio demaniale in disarmo e costoso» di È nota la battaglia ultraventennale di chi scrive per l'ipotesi di una integrazione della città di Bologna con la collina, cosa che potrà avvenire solo con la trasformazione a verde pubblico dell'area della Staveco e la demolizione dell'inutile ex Pirotecnico, edificio già oggetto di vincolo, non artistico certo, ma solo in quanto fabbricato demaniale con oltre 50 anni di vita. Ed è storia insulsa, continuamente aggiornata con ogni possibile stramberia, l'idea di utilizzo dell'intera area Staveco. È il 5 ottobre 2011. Alle 7 di mattina cadono otto metri di mattoni e calcinacci dalla cima della facciata dell'ex Pirotecnico. A sbriciolarsi è un pezzo dell'area Staveco, da anni al centro di una girandola di progetti sempre cambiati e mai realizzati. L'impalcatura viene montata in fretta e furia, la carreggiata del viale ristretta. Da allora è rimasto tutto così: niente soldi per una ristrutturazione che, in fondo, non interessa davvero a nessuno. Con questa lettera inviata al «Corriere di Bologna» l'architetto Glauco Gresleri prova a riaprire il dibattito su un pezzo della città che il Comune vorrebbe cedere all'Ateneo per un nuovo insediamento universitario. Un'idea che sconta una drammatica mancanza di fondi. La proposta di Gresleri è semplice: «Abbattiamo l'edificio e realizziamo un grande parco pedecollinare che ricolleghi la città a San Michele in Bosco».