Al futuro sindaco di Bari solo domande dirette. Per esempio la cultura: cosa intende fare? Si può partire dal «paradigma di piazza Ferrarese». Lì giace, ormai da tempo immemorabile, una installazione di Jannis Kounellis. Un totem enorme di ferro. Ormai arrugginito, utilizzato dai commercianti per appoggiarci i prezziari dei loro articoli e dai vandali dello spray per decorarlo di inutili ed orrendi graffiti. Paradigma vuol dire situazione di riferimento, banco di prova, test di ammissione, più o meno. E dunque la domanda diretta è cosa pensano i futuri sindaci di quella presenza? Solo due le risposte possibili, a pensarci bene. La prima: si tratta di una opera d'arte importante per la città. In questo caso esiste un progetto di valorizzazione di quelì'opera? Per esempio illuminarla di sera, dotarla di una qualche protezione, affiancarla con cartelloni illustrativi che spieghino al turista ed al barese di passaggio di cosa si tratta, chi è l'autore, perché l'opera è li e cosa vuol dire? Valorizzare vuol dire inserirla negli itinerari delle agenzie regionali per il turismo, coinvolgere le scuole nella visita e nello studio di quella e delle altre opere dell'artista, promuovere ricerche tesi di laurea e tutto quello che serve a valorizzarla ed a farne un punto di attrazione per la città. Ci sono file a mostre insignificanti in tante città solo perché ben pubblicizzate, non si capisce perché non ce ne dovrebbero essere per un'opera di tale importanza. Vorremmo sapere cosa ne pensano i futuri sindaci. Anche nel secondo caso, ovviamente, quello cioè che non la considerino un'opera d'arte, ma solo un ammasso di ferraglia. Per altro sembra questo l'orientamento prevalso fino ad ora, vista l'assoluta assenza di interventi da parte dell'amministrazione comunale uscente. Ma è il passato. Se i futuri sindaci considerano quella installazione inutile, perchè non annunciano di volerla rimuovere? A considerarla da questo punto di vista è una presenza ingombrante, completamente avulsa dal contesto, senza un legame apparente con la piazza in cui è collocata, brutta a vedersi e financo pericolosa, non ci sono informazioni visibili sulla sua stabilità e sicurezza. Nell'un caso o nell'altro, pensare di continuare ad ignorare questo problema sarebbe il modo peggiore per continuare in una politica culturale che è stata particolarmente brillante per la sua assenza, negli ultimi anni. E non è solo questione di finanza, di disponibilità di fondi. Quando fu inventata la taranta, per dire, i soldi disponibili erano meno di poco, pure si è trasformata in una formidabile macchina produttrice di profitti e di indotto turistico per un intero territorio. Un futuro sindaco che annunciasse finalmente cosa intende fare del monumento alla ruggine di piazza Ferrarese porrebbe le basi per lo meno per la chiarezza degli intenti indispensabile ad avviare questa politica culturale. Che è volano di sviluppo economico, oltre che di crescita culturale e di coscienza civile, movimento reale che produce economia, non ci si stancherà mai di ripeterlo. E' la nostra industria, il petrolio della nostra storia e del nostro patrimonio artistico. A parole da tutti riconosciuto, nella pratica amministrativa ampiamente abbandonato. Questo è un esercizio facile, per i candidati: è a costo zero, basta solo dire cosa si vuol fare.
Bari. Il Kounellis dove lo volete
Il futuro sindaco di Bari è chiamato a rispondere a domande dirette sulla cultura. Una delle opere d'arte più note della città è un totem di ferro di Jannis Kounellis, installato in piazza Ferrarese, ma ormai arrugginito e utilizzato dai vandali. I futuri sindaci devono decidere se valorizzare l'opera, illuminarla, promuovere ricerche e inserirla negli itinerari dei turisti. Altri potrebbero pensare che non sia un'opera d'arte e che non sia necessario intervenire. La decisione potrebbe avere un impatto sulla politica culturale della città e sulla sua economia. I candidati devono decidere cosa si vuole fare con l'opera e come valorizzarla.
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