Miraglia: già pronti 100 mila euro, aspettiamo il commissario NAPOLI I soldi sono stati stanziati: centomila euro per pagare gli stipendi ai sette dipendenti che da settembre non percepiscono compensi. Ma è una soluzione solo formale, dal momento che la somma resta nelle casse della Regione poiché la Fondazione Mondragonemuseo della Moda non ha un commissario. Non c'è dunque chi, materialmente, gestisce la struttura e può erogare gli stipendi. «La Giunta ha avuto altre priorità da affrontare spiega l'assessore alla Cultura di Palazzo Santa Lucia, Caterina Miraglia . Il problema della Fondazione Mondragone è delicato, ma non è di quelli da affrontare ad horas nella nostra agenda. Abbiamo stanziato centomila euro, ma la Giunta deve designare un commissario che procederà materialmente a pagare gli stipendi». Un commissario cui spetterà in nome e per conto della Regione anche mettere a punto i particolari del progetto che la cordata di industriali che si è candidata a salvare il museo della moda sta approntando. Un gruppo di imprenditori guidati da Carlo Palmieri, presidente della sezione moda dell'Unione industriali di Napoli, che sta lavorando ad una serie di proposte per rendere redditizia la struttura e rilanciarla. Intanto i dipendenti rumoreggiano e, stanchi di aspettare, hanno inviato una seconda lettera aperta alla Regione che segue quella del 10 gennaio. «Da tre anni questa struttura si dibatte in una condizione difficilissima, negli ultimi mesi siamo arrivati alla mancata erogazione degli stipendi e, dal 9 gennaio scrivono si è aggiunto il drastico taglio della corrente elettrica per morosità, con conseguente grave disagio per la prosecuzione delle normali attività lavorative. Eppure a quasi venti giorni dal nostro appello nulla è cambiato. Il personale dipendente della Fondazione è senza stipendio ormai da 5 mesi e il contributo ordinario promesso, non è stato ancora erogato». La Fondazione Mondragone è stata diretta, dal 15 maggio del 2012, da Loredana Conti, commissario straordinario pro tempore il cui mandato è decaduto il 15 maggio 2013. Una gestione che però non è riuscita a rimettere in sesto la Fondazione alla quale, peraltro, da tre anni la Prefettura non corrisponde il canone di affitto dei locali dove ha sede la Caserma dei Carabinieri «Quartieri Spagnoli». «Il Commissario Straordinario, la cui nomina era stata preventivata per martedì 21 gennaio scrivono i dipendenti a tutt'oggi non è stato ancora designato e l'assenza protratta di una governance inibisce totalmente qualsiasi possibilità di gestione e di organizzazione anche delle semplici attività ordinarie dell'Ente». La base operativa per rilanciare il museo della moda c'è. Si tratta di un protocollo d'intesa sottoscritto da Confindustria Campania e dalla Fondazione Mondragone. Un accordo molto articolato che parte dal progetto di un museo della Contraffazione e si allarga ad ipotesi di collaborazione più ampie. L'intesa, che ha durata minima di cinque anni, ruota intorno ad un piano elaborato da Confindustria in particolare dal gruppo di lavoro guidato da Luigi Giamundo, presidente della sezione tessile dell'associazione regionale che si è assicurata la collaborazione delle forze dell'ordine e quella delle aziende più colpite dal fenomeno della contraffazione. L'idea è quella di esporre i pezzi «taroccati» accanto a quelli originali.
Napoli. Museo della moda, tagliata la luce
La Fondazione Mondragone, che gestisce il Museo della Moda di Miraglia, non ha un commissario e quindi non può pagare gli stipendi ai dipendenti. La Giunta regionale ha stanziato 100 mila euro per coprire i pagamenti, ma non ha designato un commissario per gestire la struttura. I dipendenti hanno inviato una lettera aperta alla Regione, lamentando la mancata erogazione degli stipendi e il taglio della corrente elettrica per morosità. La Fondazione Mondragone ha un protocollo d'intesa con Confindustria Campania per rilanciare il museo, che prevede la creazione di un museo della contraffazione e la collaborazione con le forze dell'ordine e le aziende colpite dal fenomeno.
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