NAPOLI - Collaborazione Italia-Usa: nasce l'Exhibit FabLab. Il progetto, frutto di una partnership tra Città della Scienza e il Mit di Boston con l'Astc, Association of Science and Technology Center di Washington, è stato selezionato e finanziato, nell'ambito dei Progetti di grande rilevanza previsti nei programmi esecutivi di collaborazione scientifica e tecnologica tra Italia e Usa, dal ministero degli Affari Esteri d'intesa con il ministero dell'Università e della Ricerca. Nello specifico, si tratta della realizzazione di un laboratorio aperto per lo sviluppo di elementi espositivi interattivi nel campo della tecnologia e della scienza. Ma quali sono i vantaggi e gli obiettivi del progetto? Sostanzialmente cinque. In primo luogo esso vuole essere un'operazione di tipo divulgativo che punti sulla «Comunicazione» della scienza più che sulla ricerca applicata. «L'iniziativa è in linea con il tentativo statunitense di volgarizzare la scienza della ricerca, al fine di attrarre gli studenti, soprattutto di superiori e università», dichiara Ranieri Guerra, Consigliere Scientifico dell'ambasciata d'Italia negli States. Secondo obiettivo, corollario del primo: puntare l'attenzione sul reclutamento delle nuove generazioni, un aspetto troppo spesso ignorato in Italia e in Europa. Da qui la proposta di una collaborazione tra musei e università, sul modello di quella già realizzata dal Direttore del Mit Museum di Boston, John Durant. E ancora: l'Exhibit FabLab ha un ruolo fondamentale e innovativo proprio perché in grado di fornire stimoli. I partecipanti infatti. come sottolinea Paolo Cascone, responsabile Scientifico dell'Urban Fab Lab, «hanno accettato la sfida in modo del tutto spontaneo con una motivazione che va oltre quella puramente accademica». Stimolo culturale, partecipativo e di internazionalizzazione: questi i tre fattori chiave della formula Fab Lab e alla base del coinvolgimento dei più giovani, cui è offerta la possibilità di entrare in contatto con le maggiori eccellenze scientifiche mondiali, realizzando scambi e workshop altamente formativi al fine di addivenire a Protocolli d'Intesa. Quarta ragione: evidenziare e sviluppare il nesso creatività-tecnologia: «L'innovazione trova forme singolari di espressione, mettendo insieme competenze tecnologiche, scientifiche, artistiche» spiega il direttore di Città della Scienza, Luigi Amodio. Quinto e ultimo obiettivo, fondamentale nella sua centralità, è la promozione di quella cooperazione tra eccellenze locali e internazionali di cui si fa promotore in prima persona il console generale degli Usa Colomba Barrosse. Al di là degli obiettivi tecnico-scientifici, il progetto vuole essere la chiave di volta di un'operazione di rilancio e di riscatto di Città della Scienza e, più in generale, della Città di Napoli su scala internazionale».
Napoli. Gli americani su Città della Scienza
Il progetto "Exhibit FabLab" è una collaborazione tra Città della Scienza e il MIT di Boston con l'Astc, Association of Science and Technology Center di Washington, finanziato dal ministero degli Affari Esteri d'intesa con il ministero dell'Università e della Ricerca. L'obiettivo è quello di creare un laboratorio aperto per lo sviluppo di elementi espositivi interattivi nel campo della tecnologia e della scienza. I cinque obiettivi del progetto sono: divulgare la scienza, reclutare le nuove generazioni, fornire stimoli, promuovere la creatività-tecnologia e promuovere la cooperazione tra eccellenze locali e internazionali.
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