La notizia avrebbe avuto del clamoroso: la «Città dello Sport» di Santiago Calatrava a Tor Vergata, una delle grandi incompiute cittadine, voluta dalla giunta Veltroni per i Mondiali di nuoto 2009 e lasciata a languire lì, sul Gra, per mancanza di fondi a finanziare un progetto diventato mastodontico, si trasforma in una serra hi-tech. Modello Singapore, coi suoi Gardens by the way. Addio piscine, palazzetti, coperture. Addio, anche ai 256 milioni finora spesi (buttati?). Poi, però, è arrivata la precisazione del Campidoglio: «Ma quale serra, lavoriamo su altro». E, allora, la vicenda Tor Vergata diventa una di quelle storie in salsa romanesca, dove ci sono pezzi dell'amministrazione che non si parlano, equivoci, malintesi. Che succede? La presidente della commissione Sport del Comune, Svetlana Celli, organizza un sopralluogo a palazzo Senatorio, malignamente, la chiamano «una gita fuoriporta» a Tor Vergata, insieme alla consigliera di Sel Imma Battaglia, alla presenza della professoressa di Botanica Antonella Canini. La Celli è giovane, laureata in filosofia, viene dal mondo dello sport e dell'associazionismo (è una degli ideatori, scrive sul suo curriculum, di vari premi di danza), e a giugno per la prima volta si è candidata alle comunali con la Civica Marino, il «partito» del sindaco. Svetlana è stata eletta con 1.788 preferenze, la seconda più votata dopo il «quasi omonimo» del primo cittadino Franco Marino. Un «bagaglio» di voti impensabile per una neofita, se non fosse che dietro la bella Svetlana c'è il papà, Giuseppe: socialista di lungo corso, ex consigliere regionale, quello che nella Pisana di «Batman» Fiorito vendette la sua Audi usata al suo stesso gruppo (era la lista civica Bonino) per 20 mila euro, perché «la conoscevo, e sapevo di non dare una fregatura». Un genio assoluto. La figlia, entrata in Campidoglio, fa di tutto per farsi notare. Non solo per il tacco 12 che indossa con la stessa disinvoltura delle pantofole, ma anche per la ricerca di un «posto al sole». Diventa, nel gioco dei partiti, presidente della commissione «Personale, Statuto e Sport» ed è in questo ruolo che parte per Tor Vergata, si porta dietro la professoressa di Botanica e si fa raccontare cosa diventerà, secondo lei, la «Città dello Sport»: «Il rettore Novelli spiega ci ha detto che non ci sono sponsor per finanziare il completamento dell'opera esclusivamente con fondi privati». E ancora: «Abbiamo convocato qui la commissione perché vogliamo rispondere alle esigenze di trasparenza di questo progetto. Non è possibile che una struttura di questa maestosità resti ferma. Ora auspichiamo che il sindaco Marino spinga perché questo non sia solo un sogno». L'idea, dice la professoressa Canini, «è quella della grande serra hi tech dentro il palazzo del nuoto, con laboratori di ricerca, spazi per mostre e un piccolo auditorium». Il modello è Singapore. E lo sport? Nell'altro palazzetto, per basket e pallavolo. Un sogno, appunto. Stroncato sul nascere dal «realismo» del Campidoglio: «Una serra? Veramente è la prima volta che lo sento...», dice l'assessore all'Urbanistica Giovanni Caudo. Che aggiunge: «Col rettore siamo d'accordo su un altro programma: chiudere la prima copertura, fare dello stadio del nuovo un impianto polifunzionale anche per eventi, completare tutto il progetto per fasi». A breve, è previsto un incontro col ministro per le Infrastrutture Lupi, visto che è il governo il principale finanziatore dell'opera. E l'orto botanico hi tech? «Parole in libertà, dette in una scampagnata...», dicono nello staff del sindaco. Con buona pace della seconda eletta della sua lista civica.
Roma, Città dello sport. Da Calatrava alla serra. Anzi no
La Città dello Sport di Tor Vergata, un progetto per i Mondiali di nuoto 2009, è stata trasformata in una serra hi-tech. La presidente della commissione Sport del Comune, Svetlana Celli, ha organizzato un sopralluogo a palazzo Senatorio per discutere del progetto. La Celli è una giovane e laureata in filosofia, eletta alle comunali con 1.788 preferenze. Il suo padre, Giuseppe, è un socialista e ex consigliere regionale. La Celli ha fatto di tutto per farsi notare, diventando presidente della commissione Personale, Statuto e Sport. Il rettore Novelli ha spiegato che non ci sono sponsor per finanziare il completamento dell'opera esclusivamente con fondi privati.
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