MANTOVA Maggio, se tutto andrà bene. Settembre, a essere più realistici. Per sapere quando riaprirà la Camera Picta, capolavoro di Andrea Mantegna, forse servirebbe l'indovina Manto, mitica fondatrice della città. L'unica cosa certa, per ora, è che la gara per l'assegnazione dei lavori post-terremoto finalmente c'è, bandita lunedì pomeriggio dalla Direzione regionale dei beni culturali della Lombardia. Le buste con le offerte delle aziende partecipanti saranno aperte il 26 febbraio, poi bisognerà lasciare passare i tempi tecnici previsti dalla legge. Se non ci saranno ricorsi da parte delle ditte escluse, il cantiere potrà essere allestito quindi, i primi giorni di aprile. Il bando dà ai restauratori sei mesi di tempo per la «messa in sicurezza, il miglioramento e il restauro» della torre nord est del Castello di San Giorgio, il torrione che accoglie gli affreschi di Mantegna e altri ambienti di pregio, come lo Scalone d'Enea. Il progetto, da 750 mila euro, firmato dall'università Iuav di Venezia, prevede interventi anche massicci su muri, volte e soffitti, con l'intenzione di scongiurare futuri cedimenti e collassi. Nulla toglie, però, che la Camera degli Sposi possa essere riaperta a lavori ancora in corso, magari a maggio, proprio a due anni dalle scosse sismiche (20 e 29 maggio 2012) che ne causarono la chiusura: «È un ipotesi su cui lavoreremo spiega il soprintendente ai beni architettonici e responsabile di progetto, Andrea Alberti , ma dovremo verificarne la possibilità a lavori avviati. Cio' che e' certo e' che non intendiamo pregiudicare la sicurezza dei visitatori».