Vettese: la città si riappropria del suo mare VENEZIA Venezia si prende (seppur in gestione e solo per sei anni) un altro pezzo dell'Arsenale, quello del Museo Storico navale. Vela e la Fondazione Museo Civici infatti si sono aggiudicati il bando del ministero della Difesa che affidava la gestione anche del padiglione delle navi, delle parti dove sono custoditi il sottomarino Dandolo e la motozattera. «E' un ulteriore tassello nella riappropriazione di una parte della storia di Venezia, anche le pietre parlano», dice il sindaco Giorgio Orsoni. Ma proprio per questo Italia Nostra si è schierata contro l'organizzazione di alcune manifestazioni del Carnevale all'Arsenale, tra luci, fontane d'acqua e musica. «Turisti, balli, maschere, discoteca, non è così che lo si rivitalizza, noi guardiamo avanti e preveniamo i disastri attacca l'associazione L'Arsenale può e deve essere il luogo della nascita di attività produttive di alto livello, se vogliamo anche di alto artigianato locale, e poi di centri di ricerca e produzione scientifica». Che in realtà è quello che vuole fare Ca' Farsetti, con l'elaborazione di un piano che metta a sistema una struttura militare gestita dal pubblico. Lo farà una società del Comune, piuttosto che un'istituzione, la forma non è ancora stata definita, ma l'obiettivo è indicare presto le linee guida per l'utilizzo degli spazi. «Prendiamo queste posizione contrarie come sprone per fare più in fretta dice il sindaco Giorgio Orsoni questo non toglie che la scelta di portare il Carnevale all'Arsenale sia più che mai opportuna, soprattutto perché è una manifestazione assolutamente rispettosa del luogo e degli spazi». Così facendo infatti Comune e Vela vogliono «dirottare» i turisti dalle zone più affollate e centrali di Venezia. Come dire: meglio all'Arsenale che in Piazza San Marco. «Ma questo è un pericoloso precedente interviene il rettore dell'istituto universitario di Architettura di Venezia Amerigo Restucci . Ci sono tanti spazi, non si intacchi un luogo così magico, non si intacchi un'icona dell'identità culturale, politica, militare e strategica di Venezia». Eppure anche con la coppa America di Vela due anni fa, l'Arsenale fu palcoscenico di feste e danze, senza per questo scatenare le reazioni seguite alla presentazione del programma del Carnevale. «Ma quella era una manifestazione sportiva, c'erano le barche ormeggiate...», precisa Restucci. Mentre il sindaco ricorda come l'Arsenale «è stato per anni luogo di abbandono e di degrado». «E' la città stessa che chiede di riappropiarsi dice L'obiettivo è di aprirlo al pubblico come se diventasse un quartiere della città». L'ultimo tassello è quello del museo storico navale. Il piano industriale prevede anche l'estensione dell'orario di apertura anche ai pomeriggi e nei giorni festivi, la riprogrammazione della bigliettazione, il coinvolgimento di partner commerciali per i servizi di merchandising, book shop e caffetteria. Ci sarà naturalmente anche un intervento di natura storico-culturale con il recupero e la valorizzazione di importanti reperti sinora poco conosciuti. «Con questo intervento ha detto l'assessore alle Attività culturali e allo Sviluppo del Turismo Venezia si riappropria del suo mare attraverso un'offerta culturale di valore, così come è avvenuto in altre grandi città del Mediterraneo. Il museo navale che rimarrà della Marina entrerà così nel circuito cittadino «con l'obiettivo di farlo diventare un vero e proprio museo del mare», dice la direttrice dei Musei civici Gabriella Belli.