L'assessore Sartirani: cerco qualcuno che adotti la barchessa di destra Accademia Carrara, «Un progetto per la città». È il titolo del ciclo di incontri partito ieri e promosso dall'associazione Guide Giacomo Carrara, in collaborazione con l'assessorato comunale alla Cultura. Percorso voluto per solleticare l'attenzione e ricreare l'attesa sull'attesa riapertura del museo, affronta i temi della nuove gestione, della tempistica del cantiere. E riapre il dibattito sul logo: difeso dal comune e dal team dell'Accademia Carrara, con l'assessore Claudia Sartirani e Maria Cristina Rodeschini, responsabile comunale della divisione museale, entrambe favorevoli alla «duttilità del progetto di immagine integrata», realizzato dallo studio di Bolzano Lupo Burtscher e presentato mesi fa. Contrario invece Willi Zavaritt, del Consiglio di amministrazione della Pinacoteca, che quel logo non lo ama, e lo dice pubblicamente ricevendo applausi dalla sala gremita. «Di questo logo il Cda non è responsabile afferma lapidario . Quando venne presentato, ci fu una turbolenta reazione. Non se ne sapeva nulla. Malgrado ciò, il Comune è andato avanti. Questo logo, a mio parere, non contiene nulla che ricordi l'importanza e specificità della Carrara». Dal pubblico si alza un'altra voce, questa volta in merito al giardino antistante l'Accademia. «Quando sarà sistemato e perché non spostate il busto di Giacomo Carrara da qualche altra parte?». L'assessore Sartirani l'aveva detto a inizio incontro «dell'Accademia Carrara non si parla mai abbastanza». Profetica. Dopo avere snocciolato numeri di mostre promosse in città, provincia e all'estero, allestite con i capolavori della Pinacoteca, quelli di visitatori e restauri, in merito ai lavori ha affermato: «È stato un cantiere problematico tanto che l'inaugurazione è slittata in autunno, mentre l'apertura della barchessa di destra non è definibile. Dopo che la precedente l'aveva esclusa, questa amministrazione comunale l'ha inserita nel Piano delle opere pubbliche stanziando 600 mila euro per il consolidamento strutturale e il restauro delle facciate, ma non ci sono risorse per la sistemazione interna. A tal proposito lancio un appello: qualcuno adotti la barchessa. Magari potrebbe essere oggetto di interesse della futura fondazione che gestirà il museo». L'ala destra della Pinacoteca, secondo il progetto di riallestimento illustrato da Maria Cristina Rodeschini, dovrebbe ospitare la caffetteria e ambienti attrezzati per la conservazione. Ecco un altro nodo da sciogliere: l'allestimento. Secondo la responsabile divisione «serviranno due mesi da quando sarà firmata la convenzione tra comune e Fondazione Creberg». Questo il punto. A quando la firma? Tutto tace.