Il maestro Ezio Rojatti si è dimesso da direttore artistico della Fondazione Brescia Eventi, l'istituto creato nel 2011 dalla Provincia per promuovere iniziative culturali sul territorio. Un gesto che arriva a un mese dall'inaugurazione della mostra sui «cento capolavori delle collezioni private bresciane», l'appuntamento clou della fondazione per il 2014. Spiegazioni ufficiali sul perché di questo gesto non ce ne sono. «A noi sono arrivate dimissioni non motivate» conferma il numero uno di palazzo Broletto Daniele Molgora. Impegni improvvisi, agende troppo fitte. Voci dicono però di fratture nel sodalizio tra Molgora e Rojatti che in questi anni era passato indenne attraverso mille polemiche. Non sarebbe un caso che l'unico «evento» in programma quest'anno sia una mostra pittorica mentre poco o nulla è stato organizzato sul versante musicale, «specialità» del maestro Rojatti. Nei mesi scorsi il musicista avrebbe anche manifestato la sua insofferenza, persino a margine di un consiglio provinciale. Al tempo a capo della fondazione c'era ancora l'assessore provinciale alla Cultura Silvia Razzi; la quale, a novembre, ha rassegnato le dimissioni da presidente di Brescia Eventi. Ufficialmente anche in questo caso per i troppi impegni, ma i rumors parlavano di dissapori con Rojatti. A difendere il maestro c'è però sempre stato Molgora. Secondo le opposizioni, d'altronde, i «meriti» di Rojatti andavano ricercati nell'amicizia con il presidente e nelle sue simpatie per il Carroccio. Non a caso nel curriculum, oltre a numerose collaborazioni con il Teatro alla Scala, compare la direzione dell'Orchestra della Padania. Ma negli ultimi tempi anche questo legame si sarebbe rotto. Molgora nega: «Ringrazio il maestro per l'ottimo lavoro svolto. Deluso dal suo operato? No, è stato fatto molto, penso ai rapporti con il Conservatorio o alla valorizzazione della Chiesa di San Giorgio». Potrebbero anche essere immaginate nuove forme di collaborazione. Quel che è certo, assicura Molgora, è che «la mostra non subirà alcun contraccolpo». L'attività andrà avanti senza direttore artistico. Per l'esposizione c'è un curatore, Davide Dotti, e l'organizzazione è ormai al rush finale: si parte il primo marzo e si chiude il primo giugno. Resta il terremoto dentro la fondazione. «Non sappiamo che fine farà la Provincia, preoccuparsi ora della Fondazione non mi pare la priorità...» taglia corto Molgora. «Queste dimissioni al buio, senza spiegazione, aprono molti interrogativi attacca però il consigliere del Pd Roberto Cammarata Noi da sempre contestiamo Brescia Eventi: un ente inutile, estraneo al mandato della Provincia. Ci è costata diverse centinaia di migliaia di euro l'anno, e il grosso è andato a pagare gli stipendi di Rojatti e dell'orchestra. Per altro, al di là delle competenze, che non giudico, la scelta di Rojatti è stata una decisione smaccatamente politica. Ora pretendiamo che sia fatta chiarezza su quel che è accaduto». C'è poi il nodo mostra: «Stiamo ancora aspettando riscontri sulla sua fattibilità chiosa Cammarata Se per caso dovesse saltare, la fondazione andrebbe chiusa subito».
Brescia Eventi, Rojatti lascia si è rotto il patto con Molgora
Il maestro Ezio Rojatti si è dimesso da direttore artistico della Fondazione Brescia Eventi, un ente creato dalla Provincia per promuovere iniziative culturali. La decisione è arrivata a un mese dall'inaugurazione della mostra sui cento capolavori delle collezioni private bresciane. Le spiegazioni ufficiali sul motivo della sua dimissione non sono state fornite. Il numero uno di palazzo Broletto, Daniele Molgora, ha confermato che Rojatti aveva impegni troppo stretti e agende troppo fittissime. Tuttavia, voci suggeriscono che ci siano state fratture nel sodalizio tra Molgora e Rojatti.
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