Nel giorno del suo insediamento ufficiale su Osanna si indirizza il fuoco incrociato dei colleghi e dei sindacati NAPOLI - La guerra per Pompei non accenna a placarsi. Anche se il supermanager, il generale dei carabinieri Giovanni Nistri, è stato nominato. E anche il nuovo soprintendente è stato scelto dal ministro Massimo Bray. Ma è proprio su quest'ultimo, Massimo Osanna, che si indirizza il fuoco incrociato dei colleghi e dei sindacati. Proprio nel giorno del suo insediamento ufficiale. L'accusa, più o meno, è sempre la stessa: perché nominare un esterno al ministero? Iniziamo con il duro documento inviato dalla Uilpa (Lavoratori pubblica amministrazione Mibact). «Risulta che il 20 gennaio scorso il ministro Bray ha autorizzato il direttore generale per le Antichità a conferire a Massimo Osanna, professore di archeologia nell'Università della Basilicata, l'incarico di soprintendente speciale per i Beni archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia». Un esterno utilizzando, spiega il sindacato, una norma che prevede «in via eccezionale, incarichi dirigenziali temporanei e motivati a persone di particolare e comprovata qualificazione professionale». E si annuncia ricorso perché «si tratta di una norma pensata precipuamente per le amministrazioni di minore dimensione, come i Comuni medi e piccoli che non dispongono di un'estesa gamma di professionalità interne per tutte le loro esigenze». E si annuncia che a vigilare su tutto sarà chiamata la Corte dei Conti. E si cita un precedente: «Già una volta il Ministero ha dovuto recedere davanti a questo ostacolo insormontabile, come si è puntualmente verificato nel 2010-2011, quando Bondi volle insistere - per motivi puramente politici - nel nominare Vittorio Sgarbi soprintendente al Polo museale veneziano pur in presenza di diverse candidature di soprintendenti di ruolo». Sullo stessa linea il documento inviato dall'Associazione nazionale archeologi. «Auguriamo - è scritto - buon lavoro al professor Osanna, che rappresenta senza dubbio un'eccellenza dell'archeologia classica italiana. Sorprende tuttavia la scelta del ministro Bray di nominare un esterno, considerato l'appello continuo del ministro all'esigenza di ridurre i costi e alla spending review, sulla cui base è stata perfino proposta la chiusura della Direzione Generale alle Antichità del ministero. Per trasparenza nei confronti dei cittadini, sarebbe opportuno che il ministro ne chiarisse le ragioni».