Non solo Teatro greco e Orecchio di Dionisio. E non solo i cosiddetti "siti minori". Siracusa custodisce numerosi tesori sconosciuti che sporadicamente sono protagonisti di promesse (spesso di carattere elettorale) ma, di solito, sono del tutto abbandonati. E' il caso di villa Reimann, come denunciato dai volontari di Natura Sicula. Ma anche della Tonnara di Santa Panagia: altro emblema della mala-gestio. «La Tonnara di Santa Panagia - dice Fabio Morreale, responsabile di Natura Sicula - è stata tra le tonnare di ritorno più pescose e grandi della Sicilia. Dal 1965, anno in cui venne chiusa, continua a subire tutte le ingiurie del tempo e dei vandali. E il "Museo del mare" che sarebbe dovuto nascere al suo interno ha sempre più il sapore della favola». La Tonnara sorge nel porticciolo di Santa Panagia, a due passi dalla scogliera dei Piliceddi: siti oggi deturpati da discariche abusive. «Bonificandoli dai rifiuti e creando delle discese agevoli - prosegue Morreale - questi luoghi potrebbero diventare un comodo accesso al mare. Invece lo scorcio di fronte ai resti dell'antica Porta Scea, in fondo alla via S. Cataldo di contrada Pizzuta, è occupato da cumuli di rifiuti ingombranti. Da lì, scendendo fino al mare, si potrebbe creare una passeggiata costiera di interesse ARCHEOLOGICo, naturalistico, geologico, visto che ci sono affioramenti di vulcaniti, e certo paesaggistico». Il panorama di degrado prosegue a pochi passi dalla città. «Le fornaci tardo-imperiali scavate sugli scogli tra Ognina e Fontane Bianche - dice Morreale - sono accompagnate da cumuli di rifiuti di ogni genere, amianto incluso. La spiaggia della Plaja è impraticabile perché qui si sversano i reflui depurati della città. Se venissero convogliati al depuratore Ias di Priolo e sversati in mare aperto, il Porto Grande avrebbe le acque più limpide e la spiaggia ritornerebbe frequentabile dai cittadini mentre oggi è un luogo degradato e malfrequentato». E ancora, le aree mai aperte al pubblico all'interno del Parco ARCHEOLOGICo della Neapolis: la via Sacra, la Latomia di Santa Venera, la Latomia dell'Intagliatella, le Grotte dei Cordari e del Salnitro, l'Ara di Ierone II. Meraviglie che potrebbero distribuire su spazi maggiori i 450mila visitatori annui della Neapolis, arricchendo così davvero l'offerta turistica della città. Siti storici fanno capolino anche tra i palazzi moderni. «La Torre di Bosco Minniti, per esempio - aggiunge il responsabile di Natura Sicula - che si trova in via Alessandro Specchi 69 e che, pur essendo tra la più antiche della città perché Trecentesca, è stata circondata da palazzi che con le loro recinzioni in muratura e ferro, l'hanno inglobata senza alcuna deferenza, impedendone l'accesso. Un tappeto di edera ne riveste la facciata, occultandola completamente». Ma Natura Sicula non denuncia soltanto: propone azioni concrete. «Siamo disposti a intervenire - dice Morreale - se qualcuno vuole il nostro aiuto». 26012014
SICILIA - Adottiamo i mini-tesori per salvarli dal degrado e dalla mala gestione
La città di Siracusa è afflitta da problemi di degrado ambientale. La Tonnara di Santa Panagia, un sito storico, è stata abbandonata e subisce danni del tempo e dei vandali. Il "Museo del mare" che sarebbe dovuto nascere al suo interno è sempre più una favola. Altri siti storici come la via Sacra, la Latomia di Santa Venera e la Grotte dei Cordari e del Salnitro sono chiusi al pubblico e potrebbero essere aperti per arricchire l'offerta turistica della città. Inoltre, la Torre di Bosco Minniti, un palazzo Trecentesco, è stata inglobata da palazzi moderni e non è più accessibile.
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