Magazzini, prati e caserme, ecco i beni che il Comune chiede allo Stato. Le proprietà sono trentatré, compresi l'ex galoppatoio del Meisino e l'aula bunker delle Vallette L'elenco è lungo. Comprende trentatré proprietà, tra caserme, magazzini, vecchie carceri o aule giudiziarie, sponde fluviali, prati, strade, che dal Demanio passeranno al Comune. Trentatré caselle lasciate libere sul "Monopoli" della città che il sindaco Piero Fassino e l'assessore al Patrimonio, Gianguido Passoni, titolare del dossier, hanno intenzione di giocarsi fino in fondo per restituire ai torinesi pezzi di territorio oggi abbandonati o inutilizzati. Ogni casellina tornerà ad essere coperta da una pedina. Occupata, tra i tanti progetti, con una nuova "sede unica" per gli uffici comunali, un asilo nido, una caserma dei vigili urbani, un terreno che servirà ad ampliare il parco del Meisino. È la lista dei desideri recapitata a Roma per dare attuazione al "federalismo demaniale". Palazzo Civico ha chiesto, come previsto dal cosiddetto "decreto Fare", le proprietà che gli interesserebbe avere in dote gratuitamente. E adesso si aspetta il via libera da parte del Demanio al trasferimento dei beni. Non tutti i desideri saranno esauditi subito, ma in Comune, tra chi si sta occupando dell'operazione, c'è un certo ottimismo. Il pezzo forte del pacchetto è la Caserma Amione di piazza Rivoli. Proprio a due passi dalla stazione del metrò. "Ci sarà consegnata presto" prevede l'assessore Passoni, che per l'edificio del Genio militare ha già in mente un progetto di recupero: "Pensiamo di trasformarla in una nuova sede degli uffici comunali". Uffici che rientrano nel nuovo piano di razionalizzazione della logistica municipale, che oltre a piazza Rivoli vede nel futuro polo attorno alla Stazione Rebaudengo un'altra collocazione possibile. Gli obici del museo di Artiglieria, immagazzinati temporaneamente all'Amione, sarebbero trasferiti alle Officine Grandi Motori in vista della fine del restauro del Mastio della Cittadella. Non è escluso, comunque, che l'edificio venga venduto per recuperare denari. Più lunghi invece i tempi per le altre caserme in elenco, quelle vincolate dalla Soprintendenza: la "De Sonnaz", la "La Marmora" di via Asti, la "Cesare di Saluzzo" di corso Valdocco, il "Mardichi" di via Bologna. Dovranno seguire un percorso diverso, quello del "federalismo culturale", che prevede la cessione a fronte di un progetto di valorizzazione culturale. Un percorso già anticipato da Torino, rispetto al panorama nazionale, con l'operazione messa in porto dagli uffici del Patrimonio, guidati dalla direttrice Carla Villari, per fare della caserma Cavalli la nuova sede della Scuola Holden di Alessandro Baricco. Il Comune ha chiesto di entrare in possesso anche dell'ex Gallettificio Militare di via Modena 9 e del vecchio commissariato di Polizia di corso Farini, dove è in progetto la nuova sede di quartiere dei vigili urbani. L'elenco continua: il terreno su cui sorge la Sisport, un alloggio in collina, l'aula bunker delle Vallette che la città potrebbe usare come magazzino. In arrivo anche l'ex Ergastolo femminile di via Ormea, la cosiddetta area Parri, dove sorgera l'asilo nido promesso dai costruttori a corredo delle palazzine sull'ex Isvor Fiat. Nove le aree verdi richieste: tra queste spicca l'ex Galoppatoio militare che andrà ad ampliare il parco del Meisino, insieme con le vicine sponde del Po e della Stura, e altre aree fluviali al Fioccardo e all'Arrivore. Previsto anche il trasferimento di tredici strade: oggi ancora di proprietà del Demanio, saranno accatastate come proprietà della città. Si tratta di scampoli rimasti in sospeso negli anni in corso Unione Sovietica, via Guido Reni, piazzale Abba.
Il tesoro del Demanio si trasforma in parchi e asili
Il Comune di Torino ha richiesto al Demanio di trasferire 33 proprietà, tra caserme, magazzini, prati e strade, per restituire pezzi di territorio abbandonati o inutilizzati. Tra le proprietà richieste, la Caserma Amione di piazza Rivoli, che sarà trasformata in una nuova sede degli uffici comunali. Altre proprietà richieste includono l'ex Galoppatoio militare, l'aula bunker delle Vallette e il terreno su cui sorge la Sisport. Il Comune ha anche richiesto il trasferimento di 9 aree verdi e 13 strade. Il Demanio dovrà dare attuazione al "federalismo demaniale" e trasferire le proprietà al Comune.
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