Un secolo di architettura attraverso 700 edifici simbolo dalla Ca' Brutta al Pirellone Con le sue dimensioni extralarge, 590 pagine e oltre 700 immagini, Milano. Un secolo di architettura milanese si candida a essere la più esaustiva guida all'architettura cittadina del XX secolo. Pubblicato per la prima volta nel 2001 è un volume storico per la casa editrice Hoepli che a dicembre lo ha riproposto come strenna natalizia grazie a una ristampa anastatica (nella nuova veste con copertina morbida). A suo tempo, gli autori Giuliana Gramigna e Sergio Mazza hanno affrontato un gigantesco lavoro di documentazione realizzando una rassegna dettagliata degli edifici più significativi che hanno visto la luce tra il 1900 e il 1999. Sfogliando il volume anche i milanesi meno campanilisti proveranno un moto d'affetto per una città che a volte può sembrare poco armoniosa, esteticamente distonica, quasi brutta ma è, oggi come in passato, la più coraggiosa e all'avanguardia nel «fare architettura» in Italia. Per rendersene conto basta osservare e mettere a confronto con l'architettura coeva alcuni edifici diventati veri manifesti di rottura rispetto al passato: la torre Velasca di BBPR, la Ca' Brutta di Muzio, casa Rustici di Lingeri e Terragni, il grattacielo Pirelli di Ponti e gli esempi non si esauriscono certo qui. La stessa piazza Cordusio che apre la rassegna assurge qui a simbolo del nuovo fermento architettonico-urbanistico che ha investito Milano all'inizio del ventesimo secolo, determinandone un totale rinnovamento. Le architetture di cui si parla si trovano tutte all'interno dei confini comunali, una decisione che ha permesso agli autori di circoscrivere la ricerca entro un perimetro ben definito evitando margini labili e dunque opinabili. Ciò ha comportato inevitabilmente esclusioni eccellenti tra cui la sede della Mondadori firmata da Oscar Niemeyer, il quartiere Milano San Felice di Caccia e Magistretti, gli uffici dell'Alfa Romeo di Gardella ad Arese, tutti nell'hinterland milanese. Sfogliare il libro non è solo l'occasione per approfondire la conoscenza di edifici che incrociamo quotidianamente ma aiuta a capire anche l'evolversi della città nelle sue trasformazioni sociali, politiche, culturali, scoprendo come esse si siano tradotte nel costruito, per esempio negli anni della ricostruzione postbellica piuttosto che in quelli del passaggio dalla città industriale a quella dei servizi. Osservando le foto da un'angolatura più personale Milano. Un secolo di architettura rimanda ogni lettore a un rapporto privato con la città: ognuno ritroverà l'angolo per sempre legato a una storia d'amore, lo scorcio che riporta alla memoria un episodio scolastico, i portici sotto cui si è camminato tante volte. Insomma il libro si presta a tante letture diverse, tutte con un comune denominatore: rafforzare il nostro legame con questa città.
Novecento alla milanese
Milano. Un secolo di architettura attraverso 700 edifici simbolo dalla Ca' Brutta al Pirellone. Il volume, pubblicato nel 2001, è una guida all'architettura cittadina del XX secolo. Gli autori Giuliana Gramigna e Sergio Mazza hanno documentato 700 edifici significativi tra il 1900 e il 1999. Il libro esamina l'architettura milanese, mettendo a confronto edifici come la torre Velasca, la Ca' Brutta e il Pirellone. La piazza Cordusio è un simbolo del nuovo fermento architettonico-urbanistico che ha investito Milano. Il libro esclude edifici fuori dal confine comunale, come la sede della Mondadori di Oscar Niemeyer.
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