Appello per salvare Palazzo Nardini in via del Governo Vecchio Il Palazzo del Governatore (fine '400) si presenta all'esterno con una facciata sempre più degradata, la pietra dello stesso elegante portale tende ormai a sfaldarsi per effetto dell'inquinamento, i tubi terminali delle grondaie, interrotti a qualche metro dal suolo, ad ogni pioggia scaricano l'acqua direttamente sull'intonaco infradiciandolo sempre più. Il portone è da gran tempo sbarrato né si notano lavori di sorta in corso. Il Palazzo, è stato chiarito, appartiene alla Regione Lazio alla quale è pervenuto anni fa dal patrimonio dell'Ospedale Santo Spirito e quindi della Asl 1. Era allora addirittura in pericolo, coi tetti sfondati, e, soprattutto, durante l'assessorato alla Cultura di Giulia Rodano (Giunta Marrazzo), fra 2005 e 2009, vi sono stati realizzati - per una decina di milioni di euro, se non andiamo errati - lavori di restauro strutturali. I soli di importanza fondamentale. Pochi anni avanti, soprintendente ai Beni architettonici, Roberto Di Paola, erano stati scoperti nel salone al piano nobile affreschi coevi al Palazzo, di scuola probabilmente oltremontana, una fascia pressoché intatta di scene conviviali. L'assessore regionale Rodano attivò anche un primo tavolo di confronto col Ministero per i Beni culturali e con le Soprintendenze per definire il piano per un possibile riuso di Palazzo Nardini e sul tappeto venne posta l'ipotesi di collocarvi la Biblioteca di Archeologia e di Storia dell'arte da anni penosamente divisa fra Palazzo Venezia e il Collegio Romano. Ipotesi ovviamente tutta da verificare. In precedenza, nei primi anni '80, la giunta comunale, sindaco Ugo Vetere, aveva commissionato all'architetto Paolo Marconi un progetto per utilizzare il Palazzo del Governatore quale sede aggiuntiva del vicino Archivio Capitolino. Progetto rimasto sulla carta anche per le incertezze sulla proprietà di Palazzo Nardini. Con l'avvento della Giunta Polverini tutto si è praticamente fermato. Non vi sono stati investimenti di effettivo rilievo, ma soltanto lavori di manutenzione. Non della facciata da decenni in condizioni precarie. Il 17 luglio scorso il nostro Comitato ha inviato dettagliata denuncia all'assessore regionale alla Cultura Lidia Ravera e per conoscenza al ministro Massimo Bray, al segretario generale del MiBACT Antonia Pasqua Recchia e al presidente Nicola Zingaretti. Dalla Regione è venuta una richiesta di chiarimenti rimasta per ora senza seguito. Avevamo invocato almeno la sistemazione delle grondaie. Nulla è avvenuto. Dal Ministero per i Beni e le Attività culturali silenzio tombale. Eppure siamo di fronte ad uno dei rari palazzi del primo Rinascimento, di grande nobiltà, di storia importante, lasciato degradare nel cuore di Roma antica, ad un passo da piazza Navona. Una ferita aperta. Una situazione offensiva per tutti. Dopo quasi sei mesi e più di silenzio chiediamo con forza alla Regione Lazio e al MiBACT di dare urgentemente un segnale positivo anzitutto con un sopralluogo al Palazzo, con alcuni primi lavori alla facciata dello sfortunato Palazzo e col ripristino del tavolo di confronto promosso a suo tempo dall'assessore Rodano. La vergogna del bel Palazzo Nardini abbandonato deve finire al più presto. Una soluzione va trovata. Per il Comitato per la Bellezza, Vittorio Emiliani, Vezio De Lucia, Luigi Manconi, Paolo Berdini Roma, 27 gennaio 2014
Comitato per la Bellezza. Appello per salvare Palazzo Nardini in via del Governo Vecchio
Il Palazzo del Governatore, un edificio del primo Rinascimento, si trova in condizioni precarie a Roma. La facciata è degradata, i tubi delle grondaie sono interrotti e l'acqua scarica direttamente sull'intonaco. Il palazzo appartiene alla Regione Lazio e non è stato oggetto di lavori di restauro strutturale da anni. Negli anni '80, un progetto per utilizzare il palazzo come sede dell'Archivio Capitolino era stato commissionato, ma non era stato realizzato. Nel 2013, un comitato ha inviato una denuncia alla Regione e al Ministero per i Beni culturali, richiedendo la sistemazione delle grondaie e il ripristino del tavolo di confronto per un possibile riuso del palazzo.
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