Così il recupero dei palazzi vuoti nel regolamento urbanistico che Renzi varerà domani Via libera al Regolamento urbanistico e alla riprova dei «volumi zero». Domani la giunta di Palazzo Vecchio approverà il documento chiave del primo mandato di Matteo Renzi e che disegnerà sviluppo e futuro urbanistico della Firenze dei prossimi venti anni. Il piano, almeno come più volte annunciato dal sindaco, «non prevederà un mattone in più rispetto ad oggi», mentre nei prossimi cinque anni potranno essere trasformati immobili (pubblici e privati) per una superficie di circa 450 mila metri quadrati (un'area grande quasi due volte l'ex area Fiat di Novoli), tra recuperi e cambi di destinazione. Proprio grazie al cambio di destinazione, molti immobili dovrebbero rinascere. Il Regolamento urbanistico prevede infatti che numerosi edifici, anche per rispondere alla crescente domanda di posti letto in città, possano essere trasformati in hotel Stiamo parlando, ad esempio, dell'ex Telecom di via Masaccio, struttura abbandonata da anni e causa di degrado nel quartiere; dell'ex collegio alla Querce, prestigioso palazzo nella zona delle Cure Alte, oggi occupato dal Movimento di lotta per la casa, e che i proprietari sperano di far rinascere; infine, oltre a molti altri casi, rimane la stazione di Santa Maria Novella. Se nei casi dell'ex Telecom e dell'ex collegio nasceranno alberghi di buon livello, al primo piano del gioiello progettato da Michelucci, Grandi Stazioni realizzerà un hotel low cost, puntando al mercato dei numerosi giovani (turisti e studenti) che arrivano in città, offrendo un alloggio direttamente all'interno della stazione. Altra novità riguarda il cosiddetto «Palazzo del sonno» di via Lavagnini, dove una volta c'erano gli uffici delle Ferrovie dello Stato. All'interno del maxi immobile, di proprietà di Deutsche Bank, dovrebbero nascere residenze private, uno studentato ed uffici. Altri hotel sono infine previsti all'esterno dell'area Unesco. Nell'ex Gover di via Pistoiese, altra area abbandonata e negli anni anche rifugio di rom e senzatetto, nasceranno abitazioni private, case popolari e piccoli spazi commerciali. Le oltre 200 pagine con tutti i dettagli del nuovo Regolamento restano però blindate nel cassetto del sindaco, fino all'approvazione da parte della giunta. Poi il documento passerà al vaglio del Consiglio comunale, che dovrà «adottarlo» entro la fine del mandato. Da settimane, però, imprenditori e proprietari di piccoli immobili sono col fiato sospeso, in attesa di capire se le proposte (tecnicamente «osservazioni») avanzate a Palazzo Vecchio sono state accolte o meno. Il valore degli immobili e gli investimenti previsti dipenderanno infatti dalle risposte del Comune, che determineranno il futuro di mercati, edilizio e immobiliare, da tempo fermi al palo. Da questa maxi partita urbanistica rimane però esclusa l'area di Castello, la cui nuova proprietà (Unipol) ha avviato una discussione con Renzi per ridefinire sì il futuro di quell'area, ma con volumi ribassati dopo il disastro del piano Fondiaria.