Artigiani e costruttori contro «i falsi rendering al cemento» Orsoni: «Non si media, a noi il veto». Rossi: «Stop assodato» VENEZIA I sindaci sono già abbastanza preoccupati di loro, come rivela il vice presidente di Anci Franco Bonesso («Questa impugnazione crea nuova confusione, fino alla sentenza della Consulta sarà complicatissimo amministrare il territorio»), e ancora non sanno quel che li attende: «La miopia dei primi cittadini è inconcepibile e autolesionista, con ostinazione stanno rendendo la vita impossibile a molti loro cittadini - li avverte infatti il presidente di Confartigianato, Giuseppe Sbalchiero -. I Comuni naufragheranno sotto una miriade di ricorsi al Tar, promossi dai veneti che si sentono danneggiati. E noi saremo determinati al fianco di chi vuole far valere i suoi diritti». Si preannuncia, insomma, una battaglia a colpi di carte bollate, con i sindaci contro la Regione, le categorie contro i sindaci, gli ambientalisti contro le categorie, tutti contro tutti. Alè. Artigiani e costruttori lo ripetono dal giorno dell'approvazione della legge: «Il Piano Casa salva posti di lavoro. E non devasta il territorio». Ne sono convinti e lo ribadiscono anche ora che sul provvedimento varato dalla Regione pende la spada di Damocle dell'incostituzionalità: «Si può migliorare? Certo e siamo disposti a parlarne - dice il presidente di Ance, Luigi Schiavo - ma è impossibile confrontarsi con chi fa terrorismo sbandierando rendering che non rispondono alla realtà, con chi in maniera demagogica affossa una buona legge per conquistare quattro voti in più». Un'accusa a cui replica il sindaco di Padova, Ivo Rossi, autore di alcune delle ricostruzioni fotografiche incriminate: «Capisco le difficoltà dell'edilizia ma certe polemiche, anche alla luce della recente decisione del governo, hanno poco senso di esistere». Rossi non nasconde la sua soddisfazione («L'avevamo detto in tutte le salse che si trattava di una legge che non sta né in cielo né in terra ma la Regione non ha voluto ascoltarci ed ha perso») e come lui, anche il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni che gela Palazzo Balbi in vista dell'incontro chiarificatore di domani con i tecnici del ministero: «Non c'è alcun margine di trattativa. L'impugnazione ormai è stata deliberata e potrà cadere solo se verrà meno la materia del contendere e cioè, principalmente, se saranno ripristinate le competenze dei Comuni in materia di pianificazione del territorio». Proprio per questo il Pd, con il vice capogruppo Stefano Fracasso, torna ad insistere sulla riconvocazione del consiglio: «Riapriamo la discussione in aula, il Piano può essere modificato nel giro di due settimane», un'ipotesi che il centrodestra sembra però scartare in partenza: «Il Veneto non deve piegare la testa e non deve arretrare di un millimetro di fronte a questo governo dai canini appuntiti e la bocca grondante di sangue: dobbiamo difendere la legge punto su punto davanti alla Corte Costituzionale» esorta il presidente (leghista) della commissione Urbanistica, Andrea Bassi. Ai posti di combattimento anche il Pdl-Ncd, che fa quadrato attorno all'autore del Piano, il vice governatore Marino Zorzato, chiedendo ai parlamentari veneti vicini ad Alfano, da Maurizio Sacconi ad Alberto Giorgetti, di togliere la fiducia al governo Letta: «Non possono fare da stampella a chi ragiona in termini veterocomunisti e pseudo-ambientalisti - tuonano Dario Bond e Piergiorgio Cortelazzo -. Si stacchi la spina prima che sia troppo tardi». Il Piano Casa ter sta mostrando un'imprevista capacità detonante, in grado com'è di far deflagrare non solo i partiti ma anche le categorie. Così se Davide Bendinelli di Forza Italia attacca Zorzato, stilettando: «Se questo è il risultato che Alfano e i suoi hanno ottenuto distruggendo il Pdl, contare meno di zero a Roma e farsi mettere i piedi in testa da Zanonato in consiglio dei ministri, a posto siamo...», Confcommercio prende le distanze da Confartigianato e Ance, con il presidente Massimo Zanon: «Questa legge è un panzer scassa-territorio. Auspichiamo una correzione immediata perché questo Piano si trasformi in uno strumento mirato al restauro dell'edilizia residenziale privata e non agli ampliamenti omnibus». Al governatore Luca Zaia, sempre piuttosto tiepido sull'argomento, l'arduo compito di mediare: «Siamo aperti al confronto - ha detto ieri - e valuteremo le istanze del governo. Il Piano, comunque, non ha alcuna volontà di togliere autonomia ai sindaci e noi non siamo per il consumo di suolo. E' una legge a cubatura zero».
Veneto, piano casa. Pioggia di ricorsi sui sindaci che ci bloccano
I sindaci di Venezia e di Padova hanno deciso di impugnare la legge "Piano Casa" varata dalla Regione Veneta, che prevede l'approvazione di nuovi progetti di edilizia residenziale. I sindaci sostengono che la legge non rispetta le competenze dei Comuni e potrebbe danneggiare il territorio. I costruttori e gli artigiani sostengono che la legge è necessaria per salvare posti di lavoro e non devastare il territorio. La legge è stata promossa dal governo con l'obiettivo di aumentare la produzione di abitazioni e di ridurre la carenza di immobili.
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