Articolo 1, carta straccia: si cambia. Al nuovo statuto di Brescia Musei mancano solo qualche virgola, dettagli, due o tre correzioni. L'organigramma è pronto, mercoledì sarà in giunta: presidente, due comitati (uno scientifico e uno di gestione), un manager. Poi, via alla cessione delle quote. I rumors parlano di un buco da un milione di euro, serve denaro cash e subito. Per questo la Loggia cederà una parte cospicua delle sue quote, scendendo dal 92 al 51 per cento. Quanto agli altri soci, se fondazione Cab (4), Camera di Commercio e Asm (2 per cento a testa) fossero disposti a firmare assegni a più zeri, potrebbero far crescere le proprie percentuali. Ma ad Alberto Folonari, presidente della Cab, interessano altri numeri, quelli dei consiglieri: ne vuole di più, su questo punto non transige. Dunque, il Comune cerca altri partner: imprenditori, soprattutto. Bocche cucite a riguardo, ma qualche cognome circola, e di spicco. Fonti top secret hanno tirato in ballo la famiglia Gussalli Beretta, con cui tuttavia non ci sarebbero stati contatti ufficiali, finora. Quanto al presidente della fondazione, resta una X, un'incognita. C'è solo un nome che circola, l'unico uscito da Emilio Del Bono: Massimo Minini. Il sindaco ha promesso un posto al gallerista già in campagna elettorale (pure dal balcone del Museo Diocesano, all'incontro tra Minini e Philippe Daverio). Alla presidenza, forse. O come direttore del comitato scientifico, una carica che rimpiazza quella del direttore artistico, Maurizio Bernardelli Curuz (liquidato con una generosa buonuscita, resterà ancora qualche mese). Altra X sul nome del manager, figura voluta con una certa insistenza dal vicesindaco Laura Castelletti: qualcuno in grado di attirare capitali, visto che i conti di Brescia Musei sono rosso fuoco. Potrebbe essere un esperto di finanza, ma pure un critico d'arte che sa far girare i soldi. Come Davide Dotti, 29 anni, curatore della grande mostra che sarà allestita a palazzo Martinengo a marzo. Altra incognita: Elena Lucchesi Ragni, responsabile dei Civici Musei, andrà in pensione ad agosto. Il suo sostituto sarà designato da un concorso e tra i curricula più interessanti ci sarebbe quello di Paolo Bolpagni, storico dell'arte, docente in Cattolica, direttore della collezione Arte e spiritualità all'istituto Paolo VI (la nomina sarà ufficializzata a metà febbraio). La Ragni, tuttavia, non lascia d'emblée , ma resta per assicurare un passaggio soft di consegne. Per lo statuto, intanto, il conto alla rovescia è già iniziato: l'attuale consiglio scade l'8 marzo.