Il Cupolone, la «chiesa con le vele» a Tor Tre Teste e il museo dell'Ara Pacis di Meier, l'Auditorium di Renzo Piano e la nuova stazione Tiburtina dello studio Abdr: ecco come Achille Ippolito sintetizza il paesaggio urbano di Roma. Naturalmente si tratta di una scelta che ha in sé i semi della provocazione essendo palese che c'è anche tutt'altro dalla desolazione della città periferica ex abusiva ai nuovi quartieri speculativi- a rappresentare la Capitale contemporanea. «I libri di viaggio non ci invitano a fare lo stesso viaggio dice Franco Zagari - ma ci offrono un metodo per viaggiare, per conoscere». E infatti Ippolito, prof di Architettura alla Sapienza, nel suo «Il paesaggio urbano contemporaneo» (Franco Angeli ed.) ci conduce con le sue riflessioni e le sue foto in giro per il mondo parlandoci di una trentina di importanti centri urbani ed offrendoci il suo modo di visitarli: niente analisi urbanistiche, solo ciò che viene immediatamente percepito. Architetture, simboli, icone, oggetti a scala urbana. Alla parte illustrata è affiancata una ridotta sezione saggistica in cui, sempre in una dichiarata logica «pratica, divulgativa», si affronta il tema di cosa sia «paesaggio», anche se la tanto discussa antinomia tra una Natura nuda e un ambito antropizzato sembra sia stata risolta a suo favore dalla Convenzione europea del Paesaggio (Firenze, 2000). Il viaggio proposto da Ippolito, come ogni avventura culturale, compie delle scelte. Città significative nell'ambito del paesaggio urbano della contemporaneità come le esplosive Singapore e Shanghai sono appena ricordate, mentre è trascurata l'espressiva «nuova» Marsiglia. Lo sguardo sull'esistente serve all'autore anche per tracciare un'ipotesi sulle prospettive «paesaggistiche» del futuro. Viene dunque applicato quello «sguardo lungo» che invoca Salvatore Settis nella sua Lectio Magistralis in occasione della laurea ad honorem in Architettura ricevuta giorni fa a Reggio Calabria. Lo studioso, militante difensore dei valori paesaggistici, invita infatti l'Italia intera, autorità, architetti e cittadini, a farsi carico della tutela dei beni ambientali e artistici guardando al domani senza però dimenticare il ruolo della Storia. La devastazione del nostro territorio procede spietata: ogni secondo, negli ultimi cinque anni, vengono occupati ben 8 metri quadrati di suolo.
Segni dell'orizzonte nelle città. Ipotesi sull'esistente per cercare le prospettive future
Il libro "Il paesaggio urbano contemporaneo" di Achille Ippolito esplora il tema del paesaggio urbano attraverso una serie di viaggi in giro per il mondo. L'autore, professore di Architettura alla Sapienza, propone un approccio pratica e divulgativo, senza analisi urbanistiche, concentrandosi sulle architetture, simboli e oggetti a scala urbana. Il libro include una sezione saggistica che affronta il tema di cosa sia paesaggio e discute la Convenzione europea del Paesaggio. Ippolito propone un'ipotesi sulle prospettive paesaggistiche del futuro, applicando uno sguardo lungo che invoca Salvatore Settis a difendere i valori paesaggistici.
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