MANTOVA A venti mesi dal sisma, Mantova ha fasciato il suo cuore ferito in una gran bardatura di tubi metallici. Impacchettamento surreale e a suo modo attraente, oltre il quale si intravvedono il rosso dei mattoni, le merlature, le torri. Le torri sono state le più bieche matrigne della città tanto duramente colpita; e meno male che, delle tante, sono ridotte a nove. Tutte in piedi, ma sussultando e ondeggiando, hanno prodotto un «effetto domino» agli edifici adiacenti: sfogliati, crepati, sfondati infatti tutti i monumenti della città . Dal momento che conviene guardare avanti invece di piangersi addosso, vale la pena di curiosare dietro le impalcature per sapere che cosa si sta facendo e quando, come Venere che esce dalla spuma del mare, Mantova guizzerà fuori dalla sua gabbia metallica. E come con sorprendente entusiasmo racconta Marco Cavarocchi, non tutto il male viene per nuocere. In breve, ammette l'assessore ai lavori pubblici, visto che la frittata era fatta, abbiamo pensato di rimettere in sesto anche quello che non era stato toccato dal sisma. Per dire: hanno trovato un misterioso cubo di cemento a metà altezza della torre della Gabbia,(1540), che avrebbe spiattellato le abitazioni sottostanti in caso di ulteriori scossoni. Poco lesionata era anche la «rotonda» di san Lorenzo, la chiesa più antica e misteriosa della città (1083), per la quale erano già stati raccolti con sottoscrizione pubblica e (contributo regionale) i 30.000 mattoni che servono per rifare il «paramento esterno». Nebbia e gelo permettendo, promette Rosanna Golinelli, appassionata figura dell'associazione volontaria dei Domenicani, che se ne prende cura, sarà il primo blocco a uscir fuori stabile e lindo: entro la fine di gennaio. Seguirà il 30 maggio l'apertura della biblioteca «Teresiana», nella cui camera blindata sono custoditi 2000 testi antichi soprattutto ebraici e 300 incunaboli sanbenedettini, disastrosamente lesionata proprio mentre stava riaprendosi dopo anni di sospirati restauri. A Piazza Erbe servirebbe un grande e beneaugurante fiocco rosso per vedere realizzato ciò che Cavarocchi osa promettere entro settembre: spacchettamento del risanato palazzo della Ragione (1250), il cui tetto si è imbarcato al centro senza tuttavia lesionare i medievali affreschi, infierendo su alcune delle ariose finestre incorniciate di cotti rinascimentali e rendendo inagibile lo scalone inglobato alla Torre dell'Orologio (1473), realizzata da Luca Fancelli con la spettacolare complicatissima macchina dell'orologio di Bartolomeo Manfredi. Discorso più complesso per il palazzo del Podestà(1227), sede dell'arengo, gli archivi, le prigioni e i depositi del grano in caso di guerra e carestia: 9000 mq su otto piani sfalsati, un labirinto di muri, scale, passaggi, decorazioni in cotto e in pietra, da immemorabile tempo chiuso e tuttora di incerta destinazione. Collegato al palazzo della Ragione con due passaggi sovrapposti, una facciata aperta sul Broletto, la prima piazza lastricata della città, ingloba la poderosa torre delle Ore (1227): in alto, il campanone che accompagnava le manifestazioni solenni e serviva da allarme; ai piedi, la piccola costruzione probabilmente disegnata da Giulio Romano. Spese astronomiche, e già in parte trovate. Tempo di realizzazione, punto di domanda. Ma apertura a settembre di un nuovo spazio museale grazie al disvelamento, causa crollo di intonaci durante il sisma, di una parete al primo piano della Masseria, interamente affrescata da una parata di cavalieri e cavalli medievali: scuola di Pisanello, brillanti colori, vivacità prodigiosa. Il 29 maggio 2012 i mantovani si erano resi conto di quanto stava accadendo alla loro città soltanto alle 12,56: quando, davanti ai loro occhi, il «cupolino» si è spezzato alla base, crollando a pezzi per terra. Basilica palatina al centro del complesso di palazzo ducale, santa Barbara è da allora orfana dell' aereo e rinascimentale tempietto posato sulla cima del campanile. Ma ancora più smarrita è la città che ha perduto il suo profilo da cartolina, classificato fra i più belli del mondo. Di questi tempi, credere alle promesse è difficile. Mantova è terra di Anselmo, un santo capace di tutto. Vantano poteri soprannaturali anche alcune gocce del Santissimo Sangue chiuse a sette mandate nella cripta di sant'Andrea. Sarebbe molto gradito anche un miracolo.
Mantova. E sulla parete sbrecciata spuntò una parata di cavalieri
Mantova, 2 anni e 9 mesi dopo il sisma, la città sta lavorando per ricostruire e riparare i danni. Le torri della città, che erano state gravemente danneggiate, sono state ridotte a nove e sono state coperte con tubi metallici. La città sta anche lavorando per restaurare la basilica palatina, la chiesa di santa Barbara, e la biblioteca Teresiana, che è stata danneggiata dal sisma. Il palazzo della Ragione, il palazzo del Podestà e la Masseria sono stati anche danneggiati e sono stati scoperti nuovi spazi museali.
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