I soldi ci sono, ritardi nel bando: nuovo rinvio per la Camera degli sposi MANTOVA I restauri dovevano partire entro settembre. Sono slittati a dicembre. Ora si scopre che non è ancora stata bandita la gara. E la Camera Picta (o Camera degli Sposi) dipinta da Andrea Mantegna tra il 1465 e il 1474 rimane chiusa. «Closed. Fermée», ripetono come un mantra le guide del Palazzo Ducale di Mantova. «Closed until a yet undetermined future date», recita il sito internet della reggia che, a causa dello stop alle visite alla più celebre tra le sue stanze, reso necessario dal terremoto del maggio 2012, ha visto calare il numero dei visitatori: 163 mila nel 2012 e circa 154 mila nel 2013, il 30 in meno rispetto al 2011. I lavori di restauro non interesseranno le pareti affrescate dal Mantegna, che il sisma ha danneggiato soltanto in modo lieve, riaprendo vecchie crepe (peraltro subito riparate), ma stanze e corridoi lungo il percorso di visita che conduce alla Camera degli Sposi, nel torrione nordest del Castello di San Giorgio. Il progetto, firmato dall'università Iuav di Venezia e coordinato dalla Soprintendenza di Brescia, Cremona e Mantova, è pronto: con 750 mila euro i restauratori rimetteranno in sesto muri e soffitti di quest'ala del museo. Manca, però, il nome della ditta. Per sceglierlo, la Direzione regionale del Ministero dei beni culturali deve dare il via alla gara. Che, al momento, non è ancora partita, pare per problemi burocratici. «Il bando sarà pubblicato la prossima settimana annuncia il soprintendente Andrea Alberti . A rallentare il procedimento sono state le nuove regole imposte dall'autorità di vigilanza». Se tutto filerà liscio considerando i tempi tecnici per l'aggiudicazione e i cinque o sei mesi di lavori necessari, per rivedere gli affreschi mantegneschi bisognerà lasciare passare buona parte dell'estate. La speranza è che, almeno per il Festivaletteratura di settembre 2014, la stanza possa riaprire. Ma non è detto. Sergio Cordibella, presidente di Italia Nostra, non è ottimista: «La riapertura in autunno potrebbe ancora slittare, ed essere rimandata al 2015. Sarebbe imperdonabile. Così come è incomprensibile che Palazzo Ducale, l'unico palazzo demaniale di grande interesse storico-artistico ad essere stato danneggiato dal sisma, non abbia avuto la priorità su altri interventi».