Il progetto Grande Brera prende il via con il restauro di Palazzo Citterio, per cui è stato indetto un bando internazionale. I 13 progetti pervenuti sono in mostra alla Triennale di Milano e il Direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici Caterina Bon Valsassina ci ha illustrato la situazione. Tra gli interventi previsti e annunciati per il progetto Grande Brera, c'è il restauro e la sistemazione di Palazzo Citterio come spazio museale, per il cui progetto è stato indetto un bando internazionale. La mostra "Verso la Grande Brera. Palazzo Citterio" che si inaugura domani alla Triennale di Milano, illustra la storia dell'edificio a partire dalle grandi opere di demolizione e ricostruzione intraprese negli anni '70 fino alla configurazione attuale e agli aspetti salienti del progetto preliminare posto a base di gara. Per fare un punto della situazione, abbiamo parlato con il Direttore Regionale per i beni culturali e paesaggistici della Lombardia, Caterina Bon Valsassina, che ha così risposto alle nostre domande. Ad oggi, a che punto siamo con il progetto "Grande Brera"? Cosa si potrà vedere per l'Expo 2015? Per ora, del progetto "Grande Brera", abbiamo indetto e chiuso il bando internazionale dedicato a Palazzo Citterio. I 13 progetti giunti saranno appunto illustrati nella mostra la cui inaugurazione si terrà domani. Stiamo verificando l'offerta anomala giunta dai vincitori del bando; la pratica sarà chiusa intorno al 15 febbraio e a quel punto ci sarà l'aggiudicazione provvisoria da cui partiranno 35 giorni di legge entro i quali potranno avvenire gli eventuali ricorsi. Se andasse tutto liscio, prevediamo che il tutto parta a metà marzo. La prima fase vedrà la presentazione esecutiva e poi cominceranno i lavori veri e propri. Per l'Expo 2015 il progetto non sarà concluso, come specificato nel bando, per lo meno in parte: magari in corso d'opera, con lotto funzionale, si potrà accelerare una porzione di fabbricato per consentire magari una mostra o un evento in occasione dell'esposizione universale. Il bando internazionale per il restauro indetto dalla Direzione lombarda dei beni culturali ha visto la candidatura di 13 imprese italiane. Come spiega invece questa carenza di interesse da parte degli studi di architettura internazionali? La cosa non dipende da noi, è una costatazione. Leggendo il decreto legislativo degli appalti pubblici si capisce tuttavia chiaramente il perché le imprese straniere non partecipano alle gare pubbliche italiane. E' una normativa che complica le cose terribilmente, sia alla stazione appaltante che ai concorrenti, ma che purtroppo è ciò che prevede il codice degli appalti. Il progetto ritenuto vincitore da Margherita Guccione, incaricata di individuarlo in base a criteri di qualità e sostenibilità, è quello di Amerigo Restucci, rettore dello IUAV. Come spiega la sua offerta a ribasso del 38? Come detto, stiamo analizzando l'offerta anomala. Dobbiamo capire in che modo siano giunti a tale cifra: l'unica spiegazione ammissibile è che abbiano rinunciato in buona percentuale agli utili d'impresa, senza risparmiare sulla qualità dei materiali e sulla regolarità della manodopera. Magari hanno voluto fare a meno di parte del loro guadagno per assicurarsi un intervento prestigioso. Come arginerete il pericolo di intromissioni mafiose, visto quanto accaduto agli Uffizi di Firenze? Siamo obbligati prima di firmare qualsiasi contratto, a verificare tutte le ditte coinvolte con la prefettura, come prevede il codice degli appalti, che se criticabile per alcuni degli aspetti citati, diventa importante quando ci supporta in tal senso. Il pericolo di infiltrazioni malavitose si presenta solitamente con i subappalti, ma non ci fasciamo la testa in anticipo. Quale ruolo attende Palazzo Citterio in seno alla Grande Brera per la città e il settore culturale italiano? Quali obiettivi si pone? La conclusione dei lavori di Citterio sono solo una tappa della Grande Brera. Questa fase consentirà in una zona come Milano, che vanta 47 musei, di poter finalmente garantire la naturale estensione, che dal '72 si va cercando, della Pinacoteca di Brera, dove poter esporre le collezioni e le acquisizioni dall'800 al '900, in modo che si possa apprezzare questo patrimonio in modo più arioso e meno affollato. Si potranno finalmente avere degli sale dedicate a mostre temporanee, attività di ricerca importantissima, che Brera fino ad ora non ha: da anni queste si arrangiano infatti negli stessi spazi delle collezioni permanenti. Tra gli interventi previsti c'è il trasferimento dell'Accademia di Belle Arti negli spazi delle caserme Magenta e Carroccio nel Comprensorio militare di via Mascheroni. Quando si procederà con questa ulteriore fase? Quando avremo i finanziamenti, non solo del MiBACT, ma anche del Miur. Tale operazione è stata solo predisposta: parallelamente al progetto di Citterio, con i finanziamenti di 1 milione e mezzo, abbiamo fatto quanto possibile per indire una gara di progettazione volta ad effettuare il trasferimento. Sempre con l'accordo congiunto di MiBAC e Miur, e con un finanziamento che dovrà coprire i costi di circa 50-60 milioni di euro, si provvederà anche a tale intervento.
La Grande Brera parte con Palazzo Citterio. Intervista a Caterina Bon Valsassina
Il progetto Grande Brera, che prevede il restauro e la sistemazione di Palazzo Citterio come spazio museale, è in corso di realizzazione. Il bando internazionale per il progetto è stato indetto e 13 progetti sono stati presentati. La mostra "Verso la Grande Brera. Palazzo Citterio" è stata inaugurata alla Triennale di Milano e illustra la storia dell'edificio. Il progetto prevede anche il trasferimento dell'Accademia di Belle Arti negli spazi delle caserme Magenta e Carroccio nel Comprensorio militare di via Mascheroni. La prima fase del progetto prevede la presentazione esecutiva e poi cominceranno i lavori veri e propri.
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