UNA «rivoluzione liberale»: Giuliano Urbani chiama così il programma che ha descritto nei minimi dettagli nella Sala dei Dioscuri del Quirinale. Rivoluzione liberale ovvero, per il ministro, «liberare dal rischio di degrado il nostro patrimonio culturale» e «sprigionare energie nuove». «La missione principale» ha spiegato «è la conservazione del patrimonio artistico e storico». Per questo scopo il ministero opererebbe su tre fronti: la definizione di un primo Codice dei beni culturali, una nuova legislazione che fissi i limiti di tutela per legge; una riforma del ministero per rendere più efficiente ed efficace l'amministrazione; la ricerca di nuove risorse finanziarie,«perché con lo 0,17 per cento del Pil, è impensabile poter conservare, recuperare,valorizzare un patrimonio così ricco». Urbani sostiene che il Governo non può sostenere tutto il peso dell'operazione, benché abbia «aumentato le risorse da destinare al ministero del 45 percento associando i Beni culturali alle grandi infrastrutture». Dunque «c'è bisogno dell'aiuto di comuni, province e privati. Ciò non significa voler privatizzare, svendere, speculare sul nostro patrimonio artistico. I beni sono e resteranno pubblici, è la gestione che ha bisogno anche del privato». Nel concreto, il primo punto è la creazione di nuovi musei. Fra i quali il ministro cita l'appena inaugurato Maxxi di Roma, un grande museo dell'arte del XXI secolo: «Un progetto talmente bello che i francesi hanno subito proposto un gemellaggio con ù Centre Pompidou di Parigi, chiedendo e offrendo uno spazio espositivo fisso». Le prossime inaugurazioni saranno a Roma (per il Museo dello Sport al Foro Italico) e a Pisa, dove è stato scoperto un deposito di navi antiche, risalenti alla nascita dell'Urbe. Lo scavo sarà inserito negli Arsenali Medicei, In programma anche diversi ampliamenti, relativi alla Fondazione per il Museo Egizio a Torino, alla Pinacoteca di Brera e agli Uffizi a Firenze. Pompei, infine, ha inaugurato a settembre un suggestivo percorso notturno. Proseguono intanto le grandi mostre, come quella sulla Maestà di Roma. Altri obiettivi riguardanol'informatizzazione delle biblioteche, la ripresa a pieno ritmo del lavoro dell'Ente teatrale italiano con una più accentuata prospettiva europea, un ripensamento del sistema Cinecittà per l'offerta di maggiori servizi e un più forte sostegno alla diffusione del cinema italiano nel mondo, specie in India, Cina e Russia. Per lo sport, poi, è pronta una legge per la facilitazione delle Società dilettantistiche. il ministro ha annunciato anche la riapertura, per dicembre, del teatro La Fenice di Venezia, ed entro poche settimane l'inizio dei lavori per la ricostruzione del Petruzzelli di Bari. Ultimo tassello, l'accordo in dirittura d'arrivo con la Rai per il primo telegiornale dedicato interamente ad arte e spettacolo. Urbani punta insomma sulla dimensione internazionale del «sistema Italia». «Il successo dei prodotti italiani chiude è legato indissolubilmente all'immagine del nostro paese all'estero: la cultura del bello. E questo può anche significare trovarsi in situazioni che lasciano senza fiato, come quando il vice primo ministro cinese ha chiesto un team di nostri restauratori per i lavori di recupero della Città proibita a Pechino».
Beni culturaliGiuliano Urbani illustra programmi, progetti e realizzazioni del ministero - Per valorizzare il nostro patrimonio lo Stato non basta
Il ministro Giuliano Urbani ha presentato un programma per la conservazione del patrimonio culturale italiano, chiamato "rivoluzione liberale". Il programma prevede la creazione di un Codice dei beni culturali, la riforma del ministero e la ricerca di nuove risorse finanziarie. Il ministro sostiene che il Governo non può sostenere tutto il peso dell'operazione e che è necessario l'aiuto di comuni, province e privati. Il programma prevede anche la creazione di nuovi musei, come il Maxxi di Roma, e la ripresa del lavoro dell'Ente teatrale italiano. Altri obiettivi includono l'informatizzazione delle biblioteche, la ripresa del sistema Cinecittà e il sostegno alla diffusione del cinema italiano nel mondo.
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