L'obiettivo è quello di salvaguardare il patrimonio architettonico e ARCHEOLOGICo della cittadina del Gattopardo Palma di Montechiaro. f. b.) Un protocollo d'intesa sarà stipulato tra la Soprintendenza ai Beni culturali e l'amministrazione comunale con il precipuo obiettivo di salvaguardare e valorizzare non solo il patrimoinio architettonico ma anche quello ARCHEOLOGICo, il cui connubio potrebbe rappresentare il decisivo volano per lanciare la cittadina del Gattopardo nel circuito turistico, dopo tanti anni di inutili promesse e di tentativi portati avanti senza basi e forse senza convinzione. L'accordo è stato preannunciato al termine della visita che la soprintendente ai Beni culturali Caterina Greco ha compiuto mercoledì nella cittadina palmese, dove è stata accolta al Palazzo degli Scolopi dal sindaco Pasquale Amato e con il quale la responsabile provinciale per la tutela del patrimonio artistico e ARCHEOLOGICo ha compiuto un sopralluogo ad ampio raggio nei luoghi di cui il territorio palmese è dotato, ma che per tanti anni sono stati ignominiosamente fatti relegare in una condizione offensiva per la loro storia e i loro scopritori. Ma con la visita della soprintendente Caterina Greco che era stata anche sollecitata alcuni giorni fa con una interrogazione dal consigliere comunale Rosario Bruna, si apre ormai la concreta possibilità della prossima istituzione della sezione del museo ARCHEOLOGICo nei locali dell'ex carcere mandamentale, attigui al Palazzo ducale e che l'ex sindaco Rosario Gallo ha fatto ristrutturare ed adeguare con un finanziamento di quasi 500 mila euro, proprio in previsione della creazione della struttura museale. Le opere sono state completate alcuni anni fa e la sede è stata munita dei sistemi di sicurezza e degli scaffali idonei a potere mettere in mostra diversi reperti, provenienti dagli scavi nelle zone archeologiche del ricco territorio palmese e che sono depositati nel museo ARCHEOLOGICo San Nicola di Agrigento ed anche in quello «Paolo Orsi» di Siracusa, tra cui due xoana, piccole statue in legno dell'era preistorica che furono rinvenute in località Tomazzo dal celebre archeologo Giacomo Caputo, deceduto alcuni anni fa a Firenze e al quale l'ex sindaco Rosario Gallo aveva deciso di intitolare l'istituenda sezione museale. Intitolazione di cui ha dato piena conferma il sindaco Pasquale Amato il quale ha assicurato che, di concerto con la soprintendente ai Beni culturali e archeologici Caterina Greco, l'apertura del contenitorie culturale potrà avvenire al massimo entro cinque mesi. Il tempo necessario cioè di individuare il personale, di sistemare adeguatamente i locali e di fare un inventario dei preziosi cimeli che dovranno arricchire la sezione museale. Il sindaco ha inoltre aggiunto che si è anche discusso sulla necessità di intervenire per eliminare gli inconvenienti strutturali affiorati nel Palazzo ducale, mentre il primo cittadino ha sottolineato compiaciuto che la soprintendente è rimasta particolarmente colpita entrando nelle segrete stanze del Monastero. 24012014